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Le vie di guarigione sono di carattere pratico.
Queste vie si potrebbero esemplificare come segue:
1. Il controllo volontario della fantasia. La fantasia
non va mai lasciata a se stessa, così come bisogna vigilare molto
per scuotersi dai sogni a occhi aperti, che impediscono alla persona
di sviluppare il proprio pensiero alla presenza di Dio.
2. Evitare i momenti di ozio. Il nostro tempo quotidiano
deve essere sempre valorizzato in positivo. S. Alfonso Maria De Liguori
aveva piena coscienza della pericolosità dei momenti di ozio,
e per questo aveva fatto un quarto voto: quello di non perdere tempo.
3. Composizione del luogo. Questa terza via è
indicata da S. Ignazio di Loyola negli "Esercizi spirituali"
e si riferisce al metodo della meditazione. S. Ignazio dice che durante
la meditazione bisogna stare attenti a impegnare la propria fantasia
per imbrigliarla. Potrebbe succedere infatti, che mentre io rifletto
per concetti su un testo, la mia fantasia, parallelamente, produca le
sue immagini, portandomi via così dal tracciato della meditazione.
Soprattutto nella meditazione dei testi narrativi, per evitare che la
fantasia sfugga al controllo dell'orante, S. Ignazio consiglia di effettuare
"la composizione del luogo", ossia la visualizzazione mentale
del testo, usando la fantasia per "comporre" mentalmente i
luoghi e i personaggi del racconto biblico.
4. Esercizio della presenza di Dio. Consiste nel fare
tutto con la massima perfezione, senza permettere divagazioni di sorta
alla mente. In questo modo, tutto quello che io faccio, lo faccio come
risposta a Lui, e non per un uomo, per una circostanza, o per un dovere
contingente. Nel momento in cui diminuisce questa percezione della presenza
di Dio, a cui io rispondo momento per momento, anche nel compimento
dei miei doveri personali o istituzionali, potrebbe aprirsi un varco
alla fantasia, che galopperebbe autonomamente, portandomi chissà
dove.
5. Lasciare cadere prontamente ogni contenuto interiore
percepito come negativo. La prontezza del taglio dei pensieri negativi
evita l'intossicazione della fantasia e l'estendersi poi del veleno
a tutta la vita interiore. Satana agisce come uno che semina, non come
uno che produce il male nella sua forma completa; un seme è possibile
estirparlo prima che diventi pianta, dopo è sempre difficile.
Satana agisce anche come un serpente che morde e inocula il suo veleno
nella vittima, ma questo morso non uccide subito. Solo quando il veleno
è entrato in circolo può uccidere. Bisogna quindi espellerlo
prima che entri in circolo nella vita interiore. |