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La
guarigione della memoria prevede alcune piste suggerite dalla teologia
della perfezione cristiana. La prima e più grande via di guarigione
è il rivivere davanti a Dio il nostro passato. Se si vuole avere
un'idea di cosa ciò voglia significare, basta leggere le confessioni
di S. Agostino, che rappresentano un grande esempio di purificazione
della memoria. Agostino, dopo la sua conversione, si libera dalle ferite
dei suoi peccati del passato rivivendo davanti a Dio, nella preghiera,
le singole fasi della sua vita giovanile disordinata. Questo processo
di purificazione consiste nella rievocazione delle esperienze del passato,
non, però, come una riflessione autonoma, bensì come un
cammino di vita ripercorso insieme a Cristo, fermandosi a ogni fase
dolorosa della propria esistenza, per permettere a Cristo di illuminarla
con la sua Presenza e per rivivere con Lui i dolori del passato come
una partecipazione alla sua Passione. Così il mio dolore diventa
il dolore di Cristo, e il dolore di Cristo diventa il mio. E' molto
importante compiere questo processo di purificazione, qualora se ne
sentisse il bisogno, nei tempi di ritiro o di esercizi spirituali; si
tratta di prendere coscienza del fatto che quando io soffrivo e mi sentivo
abbandonato alla furia del male, Cristo era con me. Allora non lo comprendevo,
ma adesso sì, e perciò devo ritornare a quegli episodi
dolorosi per riviverli con Cristo. E ciò finché sento
che la mia memoria è guarita dalle sue ferite. Per compiere un
cammino di purificazione della memoria, occorre dunque mettersi dinanzi
a Cristo e dirgli: "Signore ripercorri insieme a me la mia storia.
Io so che Tu eri presente in ogni fase, anche se non ti vedevo. Adesso
con te desidero ripercorrere il mio passato, con la consapevolezza che
tu c'eri, e la luce della tua croce guarirà il mio ricordo, perché
capirò che Tu hai sofferto non solo per me, ma anche con me".
Accanto a questa via principale ve ne è un'altra, indicata dall'Apostolo:
"La parola di Dio dimori tra voi abbondantemente" (Col 3,16).
La memoria infatti guarisce e si purifica nella misura in cui è
abitata dalla Parola di Dio e dal ricordo di Dio: questa inabitazione
della Parola nella mia mente mi apre all'esperienza dello Spirito (cfr
Gv 14,26). La memoria, infatti, prima dei risultati dell'esperienza
o della conoscenza, deve conservare la Parola della divina Sapienza.
Se avviene questo, in determinati momenti cruciali, lo Spirito può
fare emergere dalla nostra memoria la Parola che è utile per
affrontare quella determinata circostanza, o che mi difende dalle insidie
del maligno, o che mi guarisce dopo che sono stato ferito. Anche il
salmo 77 (76), sembra muoversi nella medesima direzione: "Ricorderò
le gesta del Signore. Sì, voglio ricordare le tue meraviglie
fin dai tempi antichi". Oggetto della memoria dell'uomo è,
prima di ogni altra cosa, Dio. In sostanza, la memoria dell'uomo può
dirsi "sana", nella misura in cui è abitata dalla Parola.
Da qui l'importanza della meditazione quotidiana. |