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L'immaginazione è una facoltà che collega le immagini alle idee. L'immaginazione produce le forme delle cose esistenti e inesistenti. La sua funzione rappresenta un grande supporto alla funzione dell'intelletto, perché pensando per immagini si riescono a focalizzare meglio i contenuti del pensiero. Questa è, come abbiamo detto, la visione tomista, assunta dalla Chiesa come filosofia perennis. L'immaginazione, come facoltà dell'animo umano, è uscita dal peccato originale con due principali ferite. La prima ferita si chiama dissipazione e si verifica quando l'esercizio dell'immaginazione sfugge al controllo della persona. La conseguenza è la dispersione dei frutti dell'ascolto della Parola e della preghiera. La seconda ferita dell'immaginazione consiste nel fatto che essa è la porta d'ingresso delle suggestioni mentali. La custodia della fantasia, infatti, diminuisce la possibilità che lo spirito del male ha di turbare i nostri pensieri. Il maligno di solito non turba il pensiero in modo diretto; Tommaso d'Aquino ritiene che Satana non abbia la possibilità di controllare in maniera diretta il raziocinio dell'uomo; egli riesce semmai a distoglierlo dalla verità in modo indiretto, ossia influendo sulla fantasia. Le suggestioni mentali che entrano attraverso la fantasia incontrollata non è facile respingerle dopo che sono entrate; è più facile invece lasciarle fuori, attraverso una accurata disciplina mentale. Le suggestioni del maligno somigliano a un ladro che entra in casa: è più facile impedirgli di entrare che combattere con lui per farlo uscire.

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