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La purificazione della memoria si inquadra anch'essa nell'esercizio ascetico di quel lavoro che ciascuno di noi è chiamato a compiere su se stesso. La memoria è la facoltà che conserva sia le idee o i ragionamenti, sia le immagini delle cose. Tommaso d'Aquino distingue la memoria che conserva i concetti, da quella che conserva le immagini. E' una delle facoltà più importanti, perché conserva le nozioni vitali che occorrono per muoversi nella esistenza quotidiana. Senza la memoria lo spirito umano somiglierebbe a un recipiente bucato e tutte le facoltà lavorerebbero a vuoto. La prima ferita della memoria è il ricordo dei peccati del passato. E' questa un'arma potente nelle mani di Satana che, con la sua luce falsa, riesce a suscitare un senso di colpa che opprime il cuore e schiaccia la persona; per questa via egli può produrre stati di depressione e di ripiegamento che possono rallentare e persino paralizzare il cammino del discepolo verso la perfezione evangelica. Certamente non va eliminata la coscienza di essere peccatori, che, però, nella luce dello Spirito, non è mai schiacciante e non produce mai il ripiegamento su se stessi. Al contrario, fa pregustare il sapore della libertà donata dal Sangue di Cristo a chiunque si accosta fiduciosamente al trono della grazia, senza guardare eccessivamente a se stesso, ma fissando gli occhi solo su Cristo crocifisso.
Questa ferita del ricordo dei peccati del passato, ha anche un altro risvolto negativo che è il rinnovarsi della stimolazione connessa al ricordo.Una seconda forma di debolezza della memoria consiste nei ricordi inutili. A volte il nostro spirito indugia su fatti e situazioni vissute nel passato e richiamate alla memoria. Si può trattare di avvenimenti tristi a cui si connette l'autocommiserazione, o di ricordi piacevoli di successi e di realizzazioni personali che suscitano la vanagloria. La prigionia del pensiero nell'autocommiserazione o nella vanagloria, impedisce l'elevazione della mente a Dio.La terza forma di malattia è il ricordo delle ingiustizie subite. Fino a quando il loro ricordo suscita sentimenti negativi di ribellione, rancore, rifiuto della persona colpevole (o giudicata tale), vendetta o odio, la memoria non è ancora guarita.

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