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La
realtà del Male
“Quali sono oggi i bisogni maggiori
della Chiesa? Non vi stupisca come semplicistica, o addirittura come
superstiziosa e irreale, la nostra risposta: uno dei bisogni maggiori
è la difesa da quel male che chiamiamo demonio. Il male non è più una
deficienza, ma un’efficienza, un essere vivo, spirituale, pervertito
e pervertitore. Terribile realtà. Misteriosa e paurosa. Esce
dal quadro dell’insegnamento biblico ed ecclesiastico chi si rifiuta
di riconoscerla esistente, non avente esso pure, come ogni creatura,
origine da Dio; oppure la spiega come una pseudo-realtà, una personificazione
concettuale e fantastica delle cause ignote dei nostri malanni”.(Paolo VI, Disc. 15-11-1972)Parlare troppo del maligno è
certamente un male; non parlarne mai è sicuramente un male maggiore.
Ignorarlo ci espone infatti al rischio di esserne divorati, secondo
il detto dell’Apostolo (1 Pt 5,8). Sappiamo però che Cristo è venuto
“per distruggere le opere del diavolo” (1 Gv 3,8). Esso agisce contro
la Chiesa fin dal suo nucleo embrionale, ossia i Dodici; Gesù infatti
disse a Pietro: “Simone, Simone, ecco,
Satana vi ha cercato per vagliarvi, ma Io ho pregato per te, che
non venga meno la tua fede” (Lc 22,31). Uno dei Dodici ne subisce la
totale fascinazione: “Satana entrò in lui” (Gv 13,27). L’Apostolo Paolo
mette in guardia la sua comunità di Corinto, dicendo ai cristiani di
stare attenti, perché il diavolo si presenta sotto aspetti irriconoscibili
per trarre in inganno l’ingenuità dell’uomo: “...si maschera da angelo
di luce” (2 Cor 11,14). Gli spiriti delle tenebre sono molto numerosi
e disposti in ordini gerarchici (cfr. Ef 6,12 e Col 2,15).Nel Vangelo i demoni riconoscono
Gesù e gridano di disperazione quando lo incontrano (cfr. Mc 1,23).
Talvolta Gesù ha dei brevi colloqui col demonio, che parla per bocca
degli ossessi (cfr. Mt 8,28ss). In certi casi c’è un solo spirito immondo
che possiede la persona, in altri sono molti. L’autorità di Gesù dispone
in maniera assoluta del loro
destino.
L’origine e la personalità di satana
La Chiesa non ha mai voluto approfondire eccessivamente
questo argomento, e perciò in questa sede possiamo solo riproporre i
pochi dati a nostra disposizione. La Scrittura lo conosce con diversi
nomi di derivazione sia ebraica che greca; i più diffusi sono: Satana,
dall’ebraico satan,
che vuol dire “avversario”, e diavolo, dal greco diaballo
(diaballw),
che significa “mettere per traverso”. A questi nomi si aggiungono poi
numerose definizioni come “padre della menzogna”, “omicida”, “principe
di questo mondo”, “la Bestia”…La Scrittura indica l’origine
di Satana in una “caduta dalla sfera celeste”. Lo vediamo già in Ez
14,12-15: “Come mai sei caduto dal cielo, Lucifero, figlio dell’aurora?”.
Anche Gesù allude a questa caduta, quando dice ai suoi discepoli di
ritorno dall’evangelizzazione: “Io vedevo Satana cadere dal cielo come
la folgore” (Lc 10,18). Infine Ap 12,7-9 riprende questo tema, mostrando
l’apostasia degli spiriti angelici e lo scisma conseguente. Anche qui
il fenomeno è descritto nei termini di una caduta.Un
altro problema è quale sia stata
la causa della separazione degli angeli. Qui siamo nel campo delle
ipotesi. Risale ai primi Padri della Chiesa (Giustino, Ireneo, Tertulliano
e altri) l’idea che gli angeli siano stati messi da Dio in condizione
di scegliere liberamente tra due possibilità, quella di servirLo e quella
di andarsene per conto proprio. In ogni caso Dio non intendeva essere
amato per forza e ha atteso anche dagli angeli una opzione per Lui o
contro di Lui. Una parte di loro hanno scelto di andarsene, creando
una realtà autonoma e senza Dio. I Padri della Chiesa citati tra parentesi
pensano che una parte gli angeli avesse ritenuto una cosa assurda che
un essere tratto dalla terra, come l’uomo, fosse stato creato a immagine
di Dio. Da qui il loro allontanamento.
Un’altra ipotesi che tenta di
spiegare la caduta degli angeli è quella secondo cui essi reagirono
diversamente alla rivelazione del progetto dell’Incarnazione del Figlio
e che questo sia stato proprio il termine di confronto che avrebbe spinto
Satana e i suoi angeli ad andarsene: in sostanza, avrebbero rifiutato
l’idea di dovere adorare Dio in una creatura inferiore, quale è l’uomo.L’insegnamento ufficiale della
Chiesa non ha mai confermato nessuna delle due ipotesi, limitandosi
a dire che l’apostasia degli angeli fu causata da un peccato di superbia
compiuto da una parte di loro che perciò venne espulsa dalla presenza
di Dio.
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