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"C
r i s t o M a e s t r o"... i l S i t o |
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1.
Unità, santità e cattolicità
Quando
si dice che la Chiesa è una si vuole anzitutto negare che Cristo abbia
inteso fondare una pluralità di Chiese. Cristo ha fondato una Chiesa
che è al tempo stesso terrestre e celeste, visibile e invisibile. La
Chiesa che in cielo ha raggiunto la sua piena glorificazione non è un’altra
Chiesa rispetto a quella in cui noi viviamo come pellegrini. Sono due
dimensioni dell’unica Chiesa, strettamente collegate tra loro. Anche
sulla terra, la Chiesa di Cristo è
una e non molte. Occorre però fare molte precisazioni
a riguardo. La dottrina dell’unità sfocia in quella del corpo
mistico come pure nelle problematiche del movimento ecumenico (di cui
parleremo tra poco). La riprenderemo perciò in quei contesti.
Santa
e peccatrice
L’idea
della santità della Chiesa ha bisogno di alcune precisazioni in quanto
ha due significati ben distinti. Il primo significato riguarda la santità
dovuta alla Presenza di Cristo e dello Spirito. La Chiesa è santa perché
Cristo ha legato ad essa i suoi doni di grazia. In questo senso la Chiesa
continuerebbe a essere santa anche se al suo intero nessuno lo fosse.
Ma la santità della Chiesa ha anche un altro significato: tutti i suoi
figli sono chiamati alla pienezza della santità, come il fratello Primogenito
che è Cristo. Si capisce allora che la santità va affermata in un modo
diverso per la Chiesa - come luogo terrestre della Presenza di Dio -
e per i singoli fedeli. La santità nella Bibbia è una caratteristica
propria solo di Dio. Santità significa assoluta
perfezione in ogni aspetto dell’essere. Questa perfezione, che Dio
possiede in grado pieno, viene comunicata per partecipazione agli angeli
e agli uomini, che perciò vengono giustamente definiti “santi”. L’assemblea
dei santi terrestri e celesti si chiama appunto “Chiesa”. L’aspetto
celeste della Chiesa è ormai indefettibile e libero da ogni relazione
col peccato, la Chiesa terrestre ha invece bisogno continuamente di
purificarsi, perché in essa santità e peccato si mescolano nei suoi
membri in diverse maniere. In questo senso, la Chiesa terrestre si può
definire con una espressione di origine patristica “santa e peccatrice”.
I
volti della cattolicità
La
parola “cattolicità” deriva da un’espressione greca che significa “universalità”.
Dire che la Chiesa è cattolica equivale ad affermare il suo rifiuto
di chiudersi dentro confini nazionali. La Chiesa, al contrario, sente
di essere una realtà planetaria, un gigantesco tempio, la città di Dio
che può contenere l’umanità intera. Cristo ha chiaramente insegnato
ai suoi Apostoli che Israele non è l’unica nazione che sta a cuore a
Dio (Gv 10,16) e dopo Pentecoste lo Spirito muove gli Apostoli oltre
i confini della Palestina, per annunciare il Vangelo anche ai non circoncisi
(At 10,9ss). Questa apertura universalistica si chiama appunto “cattolicità”.
Ancora
sull’unità della Chiesa: Corpo mistico e movimento ecumenico
Abbiamo
già affermato il principio secondo cui Cristo non ha inteso fondare
due o più Chiese, ma una sola Chiesa, al tempo stesso terrestre e celeste.
Questo principio ha due importanti risvolti che si chiamano rispettivamente,
corpo mistico e ecumenismo.
La
Chiesa, Corpo Mistico di Cristo
La
realtà della grazia battesimale non si limita a risanare e santificare
il singolo individuo, ma crea un organismo in parte visibile e in parte
invisibile che unisce tutte le creature angeliche e umane. Il concetto
di “corpo mistico” è perciò parte integrante del concetto di “unità
della Chiesa”. La grazia battesimale è una vita che circola nell’interiorità
di una persona battezzata, ma è anche una linfa vitale che circola
tra i battezzati e li unisce come in un solo corpo. Questo corpo
è appunto il “corpo mistico”, cioè il corpo ecclesiale di Cristo, formato
da ogni singolo cristiano (cfr 1 Cor 12,27). Per questo la Chiesa può
considerarsi come il prolungamento visibile della Presenza di Cristo
nel mondo. Noi,
infatti, siamo Lui, suo corpo e sue membra. Da questo presupposto
risulta una profonda solidarietà che rende sensata la preghiera degli
uni per gli altri, il digiuno e la penitenza offerti a Dio per gli altri,
la lode e il ringraziamento in riparazione di coloro che, malati di
mutismo, non sanno lodare e ringraziare Dio come si conviene. Nella
stessa linea si comprende anche la preghiera per i defunti oltre che
per i vivi. Così la salvezza di molti può essere ottenuta per la preghiera
e la sofferenza di altri.
I
cristiani e l’ecumenismo
Il
mondo moderno vede i cristiani tutti divisi tra loro. Vi sono motivi
e vicissitudini storiche dietro la separazione dei cristiani e lasciamo
ad altri il compito di indagarne le responsabilità. Per quanto ci riguarda,
affermiamo che la volontà di Cristo circa i discepoli è chiaramente
manifestata in Gv 17,20-21: siano una cosa sola. L’unità della Trinità
è il modello dell’unità della Chiesa. Oggi, tutti i cristiani, sia cattolici
che protestanti, comprendono che la loro divisione è uno scandalo e
contraddice apertamente la volontà di Dio. Proprio da questa consapevolezza
è nato, in epoca postconciliare, il movimento ecumenico. Il Vat II dedica
all’unità dei cristiani un intero documento, dal significativo titolo
Unitatis redintegratio.
L’obiettivo del movimento ecumenico è quello di perfezionare l’unità
ancora imperfetta tra cattolici e protestanti. La fede professata da
entrambi ha come oggetto lo stesso Cristo Signore, lo stesso Maestro;
si tratta solo di risanare antiche ferite e passare dalla reciproca
indifferenza alla possibilità del confronto rispettoso e della preghiera
comune. Così dal 18 al 25 Gennaio tutti i cristiani pregano per l’unità.
Tappe
da ricordare:
-
La costituzione del segretariato per l’unità dei cristiani (Giovanni
XXIII)
-
Gennaio 1964:
Paolo VI incontra il Patriarca di Costantinopoli, Atenagora, dopo 910
anni di separazione tra Roma e Costantinopoli.
-
7 Dicembre
1965:
a Roma e a Costantinopoli vengono fatte due celebrazioni in cui il Papa
e il Patriarca dichiarano di voler dimenticare tutti i torti reciprocamente
subiti a partire dal 1054.
-
1969:
nasce una commissione teologica permanente per il dialogo anglicano-cattolico.
Il
segretariato per l’unità dei cristiani è l’organismo che attualmente
lavora per promuovere attività comuni di confronto teologico e di preghiera.
E I non cristiani?
Un
discorso a parte va fatto per le altre religioni. Il movimento ecumenico
è una realtà interna al mondo cristiano; per le altre religioni si parla,
semmai, di dialogo interreligioso. La posizione della Chiesa a questo
proposito è espressa dalla L.G.
al n. 16: “Dio non è neppure lontano dagli altri che cercano il dio
ignoto nei fantasmi e negli idoli, perché è Lui che dà a tutti la vita
e il respiro, e vuole che tutti gli uomini siano salvi”. La conoscenza
del Dio Vero unisce gli uomini nell’unità della fede, e chiama a quest’unità
coloro che ancora non ci sono entrati. Da un lato in ogni religione
sono riconoscibili, in gradi diversi, elementi di verità, dall’altro
tutti gli uomini sono ordinati all’esperienza personale della Alleanza
e della Elezione, nelle quali la conoscenza di Dio non è più mediata
da un profeta, ma dalla effusione dello Spirito. |
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