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Home > Catechesi > La Chiesa, sacramento universale di salvezza > Credo la chiesa una, santa , cattolica, apostolica (III)

1.  Unità, santità e cattolicità

Quando si dice che la Chiesa è una si vuole anzitutto negare che Cristo abbia inteso fondare una pluralità di Chiese. Cristo ha fondato una Chiesa che è al tempo stesso terrestre e celeste, visibile e invisibile. La Chiesa che in cielo ha raggiunto la sua piena glorificazione non è un’altra Chiesa rispetto a quella in cui noi viviamo come pellegrini. Sono due dimensioni dell’unica Chiesa, strettamente collegate tra loro. Anche sulla terra, la Chiesa di Cristo è una e non molte. Occorre però fare molte precisazioni  a riguardo. La dottrina dell’unità sfocia in quella del corpo mistico come pure nelle problematiche del movimento ecumenico (di cui parleremo tra poco). La riprenderemo perciò in quei contesti.

Santa e peccatrice

L’idea della santità della Chiesa ha bisogno di alcune precisazioni in quanto ha due significati ben distinti. Il primo significato riguarda la santità dovuta alla Presenza di Cristo e dello Spirito. La Chiesa è santa perché Cristo ha legato ad essa i suoi doni di grazia. In questo senso la Chiesa continuerebbe a essere santa anche se al suo intero nessuno lo fosse. Ma la santità della Chiesa ha anche un altro significato: tutti i suoi figli sono chiamati alla pienezza della santità, come il fratello Primogenito che è Cristo. Si capisce allora che la santità va affermata in un modo diverso per la Chiesa - come luogo terrestre della Presenza di Dio - e per i singoli fedeli. La santità nella Bibbia è una caratteristica propria solo di Dio. Santità significa assoluta perfezione in ogni aspetto dell’essere. Questa perfezione, che Dio possiede in grado pieno, viene comunicata per partecipazione agli angeli e agli uomini, che perciò vengono giustamente definiti “santi”. L’assemblea dei santi terrestri e celesti si chiama appunto “Chiesa”. L’aspetto celeste della Chiesa è ormai indefettibile e libero da ogni relazione col peccato, la Chiesa terrestre ha invece bisogno continuamente di purificarsi, perché in essa santità e peccato si mescolano nei suoi membri in diverse maniere. In questo senso, la Chiesa terrestre si può definire con una espressione di origine patristica “santa e peccatrice”.

I volti della cattolicità

La parola “cattolicità” deriva da un’espressione greca che significa “universalità”. Dire che la Chiesa è cattolica equivale ad affermare il suo rifiuto di chiudersi dentro confini nazionali. La Chiesa, al contrario, sente di essere una realtà planetaria, un gigantesco tempio, la città di Dio che può contenere l’umanità intera. Cristo ha chiaramente insegnato ai suoi Apostoli che Israele non è l’unica nazione che sta a cuore a Dio (Gv 10,16) e dopo Pentecoste lo Spirito muove gli Apostoli oltre i confini della Palestina, per annunciare il Vangelo anche ai non circoncisi (At 10,9ss). Questa apertura universalistica si chiama appunto “cattolicità”.E’ chiaro allora che la tensione missionaria della Chiesa nasce dall’attributo della cattolicità, oltre che dall’esplicito comando del Risorto (Mt 28,19-20). La Chiesa è destinata a raggiungere tutte le nazioni, e proprio l’annuncio del Vangelo a tutte le nazioni sarà uno dei segni degli ultimi tempi (Mc 13,10).

Ancora sull’unità della Chiesa: Corpo mistico e movimento ecumenico

Abbiamo già affermato il principio secondo cui Cristo non ha inteso fondare due o più Chiese, ma una sola Chiesa, al tempo stesso terrestre e celeste. Questo principio ha due importanti risvolti che si chiamano rispettivamente, corpo mistico e ecumenismo.

La Chiesa, Corpo Mistico di Cristo

La realtà della grazia battesimale non si limita a risanare e santificare il singolo individuo, ma crea un organismo in parte visibile e in parte invisibile che unisce tutte le creature angeliche e umane. Il concetto di “corpo mistico” è perciò parte integrante del concetto di “unità della Chiesa”. La grazia battesimale è una vita che circola nell’interiorità di una persona battezzata, ma è anche una linfa vitale che circola tra i battezzati e li unisce come in un solo corpo. Questo corpo è appunto il “corpo mistico”, cioè il corpo ecclesiale di Cristo, formato da ogni singolo cristiano (cfr 1 Cor 12,27). Per questo la Chiesa può considerarsi come il prolungamento visibile della Presenza di Cristo nel mondo. Noi, infatti, siamo Lui, suo corpo e sue membra. Da questo presupposto risulta una profonda solidarietà che rende sensata la preghiera degli uni per gli altri, il digiuno e la penitenza offerti a Dio per gli altri, la lode e il ringraziamento in riparazione di coloro che, malati di mutismo, non sanno lodare e ringraziare Dio come si conviene. Nella stessa linea si comprende anche la preghiera per i defunti oltre che per i vivi. Così la salvezza di molti può essere ottenuta per la preghiera e la sofferenza di altri.

I cristiani e l’ecumenismo

Il mondo moderno vede i cristiani tutti divisi tra loro. Vi sono motivi e vicissitudini storiche dietro la separazione dei cristiani e lasciamo ad altri il compito di indagarne le responsabilità. Per quanto ci riguarda, affermiamo che la volontà di Cristo circa i discepoli è chiaramente manifestata in Gv 17,20-21: siano una cosa sola. L’unità della Trinità è il modello dell’unità della Chiesa. Oggi, tutti i cristiani, sia cattolici che protestanti, comprendono che la loro divisione è uno scandalo e contraddice apertamente la volontà di Dio. Proprio da questa consapevolezza è nato, in epoca postconciliare, il movimento ecumenico. Il Vat II dedica all’unità dei cristiani un intero documento, dal significativo titolo Unitatis redintegratio. L’obiettivo del movimento ecumenico è quello di perfezionare l’unità ancora imperfetta tra cattolici e protestanti. La fede professata da entrambi ha come oggetto lo stesso Cristo Signore, lo stesso Maestro; si tratta solo di risanare antiche ferite e passare dalla reciproca indifferenza alla possibilità del confronto rispettoso e della preghiera comune. Così dal 18 al 25 Gennaio tutti i cristiani pregano per l’unità.

Tappe da ricordare:

-         La costituzione del segretariato per l’unità dei cristiani (Giovanni XXIII)

-      Gennaio 1964: Paolo VI incontra il Patriarca di Costantinopoli, Atenagora, dopo 910 anni di separazione tra Roma e Costantinopoli.

-       7 Dicembre 1965: a Roma e a Costantinopoli vengono fatte due celebrazioni in cui il Papa e il Patriarca dichiarano di voler dimenticare tutti i torti reciprocamente subiti a partire dal 1054.

-       1969: nasce una commissione teologica permanente per il dialogo anglicano-cattolico.

Il segretariato per l’unità dei cristiani è l’organismo che attualmente lavora per promuovere attività comuni di confronto teologico e di preghiera.

  E I non cristiani?

Un discorso a parte va fatto per le altre religioni. Il movimento ecumenico è una realtà interna al mondo cristiano; per le altre religioni si parla, semmai, di dialogo interreligioso. La posizione della Chiesa a questo proposito è espressa dalla L.G. al n. 16: “Dio non è neppure lontano dagli altri che cercano il dio ignoto nei fantasmi e negli idoli, perché è Lui che dà a tutti la vita e il respiro, e vuole che tutti gli uomini siano salvi”. La conoscenza del Dio Vero unisce gli uomini nell’unità della fede, e chiama a quest’unità coloro che ancora non ci sono entrati. Da un lato in ogni religione sono riconoscibili, in gradi diversi, elementi di verità, dall’altro tutti gli uomini sono ordinati all’esperienza personale della Alleanza e della Elezione, nelle quali la conoscenza di Dio non è più mediata da un profeta, ma dalla effusione dello Spirito.

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