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"C
r i s t o M a e s t r o"... i l S i t o |
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Liturgia
della parola
COMPRENDE:
LETTURE – OMELIA – PROFESSIONE DI FEDE – PREGHIERA DEI FEDELI .
Quando
due persone si amano, si parlano e si pongono in affettuoso ascolto
reciproco. Ma anche il rapporto interpersonale con Dio ha inizio con
la Parola e l’ascolto.
Ovviamente l’iniziativa è sempre di Dio che si rivela all’uomo.
Gesù,
infatti, durante l’ultima Cena disse : “Se osserverete i miei comandamenti,
rimarrete nel mio amore” ( Gv 15,10 ). Quindi se non si realizzano l’ascolto
e l’accoglienza sincera della Parola di Dio, viene vanificato il sacrificio
di Cristo.
Infatti
ha una composizione dialogica :
PAROLA DIVINA e
RISPOSTA UMANA
Ci sono
infatti diversi interventi alternati:
1
Lettura:
Dio parla all’assemblea, il
Salmo è la risposta dell’assemblea ;
2
Lettura:
Dio parla tramite l’Apostolo, il popolo risponde con il
canto allelujatico ;
Vangelo e
Omelia:
Dio pronuncia il suo insegnamento definitivo mediante il Figlio e l’assemblea
torna a rispondere proclamando il
Credo. Perché due letture? La Chiesa è nata dal Giudaismo, anche se ben presto ne ha preso le distanze (Gesù andava nella Sinagoga a pregare di Sabato). Nella Sinagoga dopo la lettura dello “SHEMA’” (Deut 6) venivano lette due letture :
una
lettura tratta dal Pentatetuco (TORAH ) e una dai Profeti.
La
struttura delle letture ha una sua logica :
La
prima lettura è quasi sempre tratta dall’AT, mentre la seconda dal NT.
L’AT
viene letto prima, perché è una preparazione al NT, che ne è il compimento.
Non si può avere una chiara chiave di lettura del NT, se non alla luce
dell’Antico.
La
Parola viene letta da un posto specifico chiamato “AMBONE”,
dal greco anabàinein, che
significa “SALIRE”.
L’Ambone
è il simbolo della tomba vuota: chi proclama il Vangelo rappresenta
i due Angeli che annunciano alle donne, ossia alle discepole che si
erano recate al sepolcro, la Risurrezione di Cristo: “Perché cercate
tra i morti colui che è Vivo?” (Lc 24,5).
La
proclamazione della Parola ha grande importanza, perché prelude al grande
annunzio della Risurrezione, e perciò “VA PREPARATA”.
Piccola guida per il lettore
1 - Il lettore dev’essere consapevole
dell’importanza del servizio liturgico a cui è chiamato. Deve svolgerlo
con fede e attenzione, ricordando che non si è veri proclamatori della
Parola di Dio se prima non si è suoi attenti uditori.
2 -
I testi liturgici vanno letti in anticipo, cercando di capirne bene
il significato, altrimenti chi ascolta non comprenderà quanto viene
proclamato.
3
- Si devono pronunciare con senso e chiarezza tutte le parole, rispettando
i ritmi e i tempi del testo. E’ necessario infatti lasciare spazio a
chi ascolta di accogliere quanto si sta proclamando.
4
- La punteggiatura indica le pause per la lettura e per la comprensione
del testo. Si legge con calma, senza precipitare, in modo che i concetti
arrivino chiari all’assemblea.
5
- Non vanno lette tutte le indicazioni rubricali: “Prima lettura”, “Salmo
responsoriale”, etc.
6
- Se è necessario, conviene fare delle prove con il microfono, in presenza
del sacerdote o altri, in modo che la voce risulti chiara e comprensibile,
e non rimbombi.
7
- Ci si accosta al leggio senza fretta, facendo prima riverenza all’altare
con un inchino; così pure nel ritornare al proprio posto. Si inizia
la lettura quando tutti sono seduti e in silenzio. La paura e l’ansia
si vincono con l’esperienza.
“Il
Signore sia con voi”.
Anche
la risposta immediata dell’assemblea al Vangelo è diversa da quella
che si dà alle prime due letture: “Gloria a Te Signore”. Ciò ricorda
le espressioni di meraviglia riportate dal Vangelo dinanzi all’insegnamento
di Cristo: “Tutti glorificavano il Signore” (Lc 4,15).
Il
testo, che è chiamato niceno-costantinopolitano a causa dei due concili
di Nicea e di Costantinopoli che hanno contribuito alla sua definitiva
formulazione, proviene dalle chiese d’Oriente ed è stato fatto proprio
da tutta la Chiesa universale.
La
disposizione del “Credo” segue uno schema quadripartito: Dio,
Cristo, Spirito, Chiesa. -
CREDO in un solo Dio, Padre Onnipotente, creatore del cielo e della
terra, di tutte le cose visibili ed invisibili.
-
CREDO in un solo Signore,
Gesù Cristo, unigenito Figlio
di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da
Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della sostanza del
Padre: per mezzo di Lui tutte le cose sono state create.
Per
noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, ( tutti si inchinano
) e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine
Maria e si è fatto Uomo.
Fu
crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo
giorno è risuscitato, secondo le Scritture, è salito al cielo, siede
alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare
i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine.
-
CREDO nello Spirito Santo,
che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con il
Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei
profeti.
-
CREDO la Chiesa, una santa cattolica e apostolica. Professo un solo
battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la risurrezione dei morti
e la vita del mondo che verrà. Amen.
La preghiera
dei fedeli
esprime l’espressione visibile ed efficace della mediazione sacerdotale
a favore del mondo. La successione delle intenzioni è ordinariamente
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dei sacramenti (parte V)
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