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"C
r i s t o M a e s t r o"... i l S i t o |
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Liturgia
Eucaristica
Il celebrante,
alla fine della prima parte della Messa, dove il Signore Risorto è stato
riconosciuto dall’assemblea come parlante,
si reca all’Altare e comincia una seconda parte, che è il prolungamento
del medesimo atto di culto: Colui che prima si è donato nella Parola,
adesso si dona nei segni sacramentali del pane e del vino. DALLA PRIMA MENSA ALLA SECONDA MENSA
Amos
8,11: “Ecco, verranno giorni, - dice il Signore Dio – in cui manderò
nel paese, non fame di pane, né sete di acqua, ma d’ascoltare la Parola
del Signore” .
La Liturgia
Eucaristica nella sua globalità non fa che riprendere i 4 gesti che
Gesù fece nell’ultima cena :
1
– PRESE IL PANE… 2 – RESE GRAZIE… 3 – LO SPEZZO’…- 4 – LO DIEDE...
A questi quattro gesti di Gesù corrispondono
i quattro momenti costitutivi della Liturgia Eucaristica:
1
– Presentazione dei doni,
che corrisponde all’offertorio;
2
– Preghiera eucaristica,
che comprende:
-
Il prefazio,
che evidenzia un particolare motivo di rendimento di grazie ;
-
Il Santo:
il prefazio raggiunge il suo apice nel canto del Santo, dove l’assemblea
si unisce alla lode degli Angeli e dei Santi ;
-
L’Epiclesi:
solenne invocazione dello Spirito Santo sui doni per la Transustanziazione
;
-
Il Memoriale
delle parole e dei gesti di Gesù nell’ultima
cena.
3- Frazione
del Pane:
è un segno della morte cruenta, attraverso la quale Cristo manifesta
e realizza la totale
comunione d’amore tra Dio e l’umanità.
Come
ad Emmaus (Luca 24,13-35) e come in riva al lago quando Gesù compì la
moltiplicazione dei pani (Marco 6,30-44), è
anche un segno di condivisione. Nel libro degli Atti la comunità
cristiana unisce intimamente la frazione del pane con la comunione fraterna.
Atti 2,42: “Erano assidui nell’ascolto dell’insegnamento degli apostoli
e nella comunione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere”.
4
– Comunione:
Si tratta della ricezione effettiva del Sacramento.
Offertorio
e Consacrazione:
“La
Trasformazione della comunità in Eucarestia”.
La
celebrazione eucaristica non intende trasformare solamente il pane e
il vino nel Corpo e nel Sangue di Cristo, ma intende, come suo proprio
obiettivo, far sì che la comunità stessa diventi
Cristo. Si ha allora una triplice fase:
1.Prima
la comunità è simboleggiata nel pane e nel vino che essa stessa ha offerto:
2. poi, il pane e il vino ti vengono transustanziati, diventando il
Corpo e il Sangue; 3. in seguito ritornano alla comunità che viene trasformata,
transignificata, attraverso l’incontro con il Corpo di Cristo, che trasmuta
l’assemblea nel suo stesso Corpo, Corpo Mistico, o Corpo della Chiesa,
realizzandone l’unità.
“Poi
prese il pane… Fate questo
in memoria di me…”. Cristo vuole che questo gesto venga ripetuto dai
suoi discepoli per tutti i secoli, fino al suo ritorno. Questo gesto
fatto “in memoria” di Lui ha la forza di trasformare l’assemblea nel
Corpo di Cristo, e perciò non è un “semplice ricordo”, bensì una “memoria
efficace”: una memoria capace
di produrre qui e ora ciò che dice.
Riti di Comunione:
vengono iniziati con una formula a scelta del celebrante, che in tal
modo introduce l’assemblea alla preghiera del “Padre Nostro”.
Il
Padre Nostro esprime insomma
in anticipo quello che l’assemblea compie nell’atto di accostarsi all’Eucaristia.
Tutta questa parte che va dal Padre Nostro fino alla comunione non è
altro che uno sviluppo dei temi contenuti nella preghiera insegnataci
da Cristo:
LA COMUNIONE
sviluppa l’espressione “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”; |
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dei sacramenti (parte VI)
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