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Il
gruppo di libri che va sotto la definizione tradizionale di "libri
sapienziali" ha un carattere eminentemente pratico e un obiettivo
preciso, che è quello di individuare le leggi costanti della
vita; chi ha scoperto le leggi costanti della vita è raramente
soggetto a commettere errori, perciò la sapienza pratica si potrebbe
anche definire come "l'arte di vivere". Questi libri trattano
praticamente di tutti gli ambiti della vita quotidiana, in cui occorre
fare delle scelte, sia nell'ambito della vita privata e familiare che
in quello pubblico e sociale. Noi ci soffermeremo sul primo gruppo di
temi sapienziali, da cui dedurremo le piste pratiche suggerite dalla
tradizione ebraica veterotestamentaria. Diciamo subito che i libri sapienziali
non svolgono la loro materia in maniera ordinata. Un tema viene talvolta
ripreso più volte in punto diversi dello stesso libro. Cercheremo
di mettere in evidenza solo ciò che i testi dicono ai genitori
e ai figli.Ci sembra che alla base del discorso educativo dei libri
sapienziali ci sia un principio religioso fondamentale, in base al quale
i genitori rivestono verso i loro figli lo stesso ruolo rivestito da
Dio verso ogni persona. Il principio suddetto noi lo ricaviamo dal libro
dei Proverbi: "Figlio mio, non disprezzare l'istruzione del Signore
e non avere a noia la sua esortazione, perché il Signore corregge
chi ama, come un padre il figlio prediletto" (Prv 3,11-12). E all'opposto:
"Chi rifiuta la correzione disprezza se stesso e chi ascolta il
rimprovero acquista senno" (Prv 15,32). C'è insomma una
linea diretta che unisce il ministero educativo dei genitori e l'opera
pedagogica che Dio svolge incessantemente nel mondo. Questa medesima
idea soggiace anche alla disposizione dei comandamenti nel Decalogo,
dove il comandamento dedicato ai genitori è posto subito dopo
i tre che riguardano Dio. Distinguiamo la materia in due categorie:
detti sapienziali rivolti ai genitori e detti rivolti ai figli. I libri
di riferimento sono Proverbi e Siracide.
Il dettato dei Proverbi
Ai Genitori:
"Il figlio saggio allieta il padre" (Prv 15,20)
"Chi genera uno stolto ne avrà afflizione" (Prv 17,21)
"Un figlio stolto è un tormento per il padre e un'amarezza
per colei che lo ha partorito" (Prv 17,25)
"Figlio mio, se il tuo cuore sarà saggio, anche il mio cuore
gioirà" (Prv 23,15)
"Correggi il figlio e ti farà contento e ti procurerà
consolazioni" (Prv 29,17). Questo tema della correzione del figlio
è molto ricorrente nell'insegnamento sapienziale; l'idea di fondo
è che questo lavoro di correzione, che forma la personalità
dei figli, deve essere fatto in tempo utile, prima che la crescita li
renda meno malleabili.
Ai Figli:
"Ascolta il consiglio e accetta la correzione, per essere saggio
in avvenire" (Prv 19,20). L'idea che il testo intende comunicare
è che l'orgoglio è del tutto fuori luogo nel rapporto
educativo tra genitori e figli; i figli vengono avvertiti a non prendere
la correzione come se fosse un'offesa, ma indirettamente anche ai genitori
si suggerisce che il loro modo di correggere gli errori dei figli non
abbia l'aspetto di una umiliazione gratuita. I figli vengono ancora
avvertiti del fatto che devono guardare più al futuro che al
presente per non scoraggiarsi: è infatti del tutto normale avere
ancora qualcosa da imparare finché si è ragazzi. E lo
stesso sarà anche da vecchi. Dunque, nessuna meraviglia se qualcosa
ancora manca nella nostra personalità prima di diventare perfetta."Figlio
mio, cessa pure di ascoltare l'istruzione, se vuoi allontanarti dalle
parole della sapienza" (Prv 19,27). Ossia lo spazio va garantito
per l'esercizio della libertà nella posizione che i figli prenderanno
circa i valori ricevuti dai genitori. In questo punto la Bibbia si mostra
estremamente attenta al valore della libertà nel rapporto educativo.
I genitori devono certamente fare di tutto per comunicare ai loro figli
ciò che di più prezioso essi hanno scoperto nella vita,
ma non devono pretendere di replicarsi e di produrre nei figli tante
piccole immagini di se stessi."Chi maledice il padre e la madre
vedrà spegnersi la sua lucerna nel cuore delle tenebre"
(Prv 20,20). Ossia, è uno che non avrà luce nella sua
vita.
Il dettato del Siracide
Il libro del Siracide a proposito del rapporto genitori-figli ha uno
spessore teologico indubbiamente maggiore di quello di Proverbi, che
in fondo non si discosta da indicazioni di ordine pratico. Il Siracide
include le prospettive pratiche di Proverbi ma al tempo stesso le supera."Chi
onora il padre espia i peccati" (Sir 3,3). L'elevatezza teologica
di questo versetto si percepisce immediatamente. Sullo sfondo c'è
il quarto comandamento, osservando il quale si ubbidisce a Dio, e l'ubbidienza
a Dio è il principio per il quale i nostri peccati vengono cancellati,
così come la ribellione a Lui è il principio per il quale
si diviene peccatori."Chi onora il padre avrà gioia dai
propri figli e sarà esaudito nel giorno della sua preghiera"
(Sir 3,5). L'osservanza del quarto comandamento si ribalta positivamente
nell'esperienza genitoriale: chi vive onorando i propri genitori, getta
le basi perché anche i suoi figli onorino lui. Ciò allude
a una verità fondamentale che sarà meglio esplicitata
dai testi esortativi dell'Apostolo Paolo: è vero che Dio comanda
ai figli l'onore per i genitori, ma è vero anche, e non si può
tacere, che l'onore non è a senso unico e si potrebbe non ricevere
quando lo si è gravemente demeritato. Il testo del Siracide vuole
dire in questo punto che l'onore da parte dei propri figli si riceve
certamente quando si ha la statura morale per riceverlo."Chi teme
il Signore rispetta il padre" (Sir 3,7). L'onore verso i genitori,
dicevamo, potrebbe per un complesso di cause essere da questi demeritato,
ma ciò non autorizza i figli a sorvolare le esigenze del quarto
comandamento; infatti, per onorare i genitori è sufficiente che
si conosca il timore di Dio. Il testo suppone poi anche un'altra verità:
il modo con cui noi siamo figli rispetto a Dio si rende visibile nel
modo in cui ci rapportiamo ai nostri genitori umani.
"La benedizione del padre consolida le case dei figli, la maledizione
della madre ne scalza le fondamenta" (Sir 3,9)
"Figlio soccorri tuo padre nella vecchiaia
non disprezzarlo
mentre tu sei nel pieno vigore, poiché la pietà verso
il padre non sarà dimenticata e ti sarà computata a sconto
dei peccati" (Sir 3,13-14) "Educa tuo figlio e prenditi cura
di lui, così non dovrai affrontare la sua insolenza" (Sir
30,13) |