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Nel documento Humane vitae di Paolo VI, pubblicato
nel 1968, il Papa assume alcune prospettive teologiche che stanno alla
base di tutti i pronunciamenti del magistero sulla famiglia; si potrebbe
sintetizzare così: dal punto di vista teologico, l'amore coniugale
non è un'invenzione umana, non è frutto di un contratto
tra due persone che si mettono d'accordo, non è un affare privato,
è invece un progetto che li trascende e che preesiste a loro. Quindi
i coniugi devono scoprire questo progetto che preesiste, dal momento che
non possono assumerlo come se ne fossero i padroni o gli inventori. C'è
una legge radicata nella natura, nel senso che Dio, creando l'uomo così
com'è, lo ha creato con una legge immanente sia a livello psichico
che fisico. L'enciclica definisce gli sposi come collaboratori di Dio
nella generazione e nella educazione di nuove vite e poi aggiunge che
questa generazione e questa collaborazione nel generare una nuova vita
deve avvenire nel contesto della paternità e della maternità
responsabile. Che cosa sia questa paternità responsabile, Paolo
VI lo descrive in tre punti:
1. IN RAPPORTO AI PROCESSI BIOLOGICI:
gli sposi devono conoscere e rispettare le leggi biologiche che presiedono
alla generazione, perché ne sono i ministri; dal momento che la
coppia esprime un servizio alla vita, e questo servizio alla vita parte
dalle leggi biologiche che regolano il proprio corpo, la scarsa conoscenza
di tali processi biologici che presiedono alla vita, diminuisce la possibilità
di una paternità e maternità responsabile. Questa non conoscenza
porterebbe la coppia a vivere la sua sessualità così come
viene intuitivamente o istintivamente.
2. IN RAPPORTO ALLE ENERGIE DELLA PROPRIA SESSUALITÀ:
paternità e maternità responsabile significa il necessario
dominio che la ragione e la volontà devono esercitare sull'istinto.
Quindi anche l'esperienza sessuale della coppia va pensata come un linguaggio:
la sessualità, dal punto di vista cristiano, è un linguaggio
in cui si esprime l'amore. Come ogni linguaggio deve avere una sua grammatica,
una sua razionalità. Il Papa a questo proposito intende dire: paternità
e maternità responsabile significa aver capito che la sessualità
con le sue forze istintive non può dettare leggi alla ragione ma
è piuttosto la ragione che deve stabilire la grammatica di questa
sessualità, perché sia un linguaggio comprensibile, una
vera comunicazione dell'amore di coppia.
3. IN RAPPORTO ALLE CONDIZIONI FISICHE, ECONOMICHE,
PSICOLOGICHE E SOCIALI DELLA COPPIA:
la paternità e la maternità responsabile si esercita decidendo
quale debba essere la realtà della propria famiglia e il numero
dei propri figli e perfino, quando le motivazioni sono valide, evitare
temporaneamente o a tempo indeterminato, una nuova nascita. In ordine
alla trasmissione della vita, poi, la paternità e la maternità
responsabile è inscindibile dalla conoscenza dei processi biologici,
dal momento che Dio ha sapientemente disposto leggi e ritmi naturali di
fecondità per la donna. In questo senso, la conoscenza dei processi
biologici consente di vivere una sessualità veramente umana, perché
illuminata da una capacità di riflessione e di progettazione. L'atto
coniugale, per un cristiano, non può contraddire l'ordine della
natura. Il papa Paolo VI infatti prende le mosse dal principio che enuncia
nell'enciclica: esiste una legge naturale impressa nelle creature. L'amore
umano non è un'invenzione umana e quindi esprime un ordine naturale
che a sua volta riflette l'intenzione di Dio. Del resto è lo stesso
presupposto che Cristo esprime ai farisei "Non avete letto che da
principio Dio li creò maschio e femmina?". Cristo si riferisce
al principio anche per dire che l'atto creativo di Dio possiede dentro
di sé una grammatica e che la natura ha un ordine immanente, una
legge non scritta che non può essere contraddetta dai gesti e dall'intenzione
umana. L'atto coniugale, secondo l'ordine naturale, possiede due significati
fondamentali e sono: il significato unitivo ed il significato procreativo;
il Magistero della Chiesa afferma che questi due significati non sono
mai separabili e che devono essere sempre compresenti in ogni atto coniugale.
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