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La Scrittura presenta il “dialogo confidenziale” della coppia come un elemento essenziale dell’amore umano elevato dalla Grazia. Questo si vede chiaramente dal fatto che spesso, nella Bibbia, la moglie è chiamata sorella. Nel matrimonio di Tobia si leggono queste parole: “D’ora in poi tu sei suo fratello e lei tua sorella” (Tb 7,12). Così anche nel Cantico dei Cantici: “Sono venuto nel mio giardino, sorella mia, sposa” (Ct 5,1). La definizione della moglie come “sorella” allude alla qualità di un rapporto elevato tra l’uomo e la donna, ossia un rapporto capace di raggiungere le profondità del cammino di fede di ciascuno nella condivisione dei doni di grazia. Così come nella comunità cristiana ciascuno mette a disposizione di tutti il proprio dono di grazia, allo stesso modo, nella vita di coppia, ciascuno dei due si arricchisce con la grazia dell’altro.

I lineamenti della coppia originaria

A questo punto è possibile tentare una sintesi di ciò che la coppia è nella sua condizione di libertà dal peccato. Possiamo riprendere i versetti chiave di Gen 1-2 e dedurne le piste preferenziali.Gen 1,27: i due nascono simultaneamente da Dio come da un unico Padre. Sono perciò fratello e sorella, prima ancora di essere marito e moglie. Anzi, la loro coniugalità è armonica e sana solo perché si fonda sulla coscienza della fraternità.I due rappresentano insieme l’immagine di Dio sulla terra. L’immagine di Dio va ricercata nella piena comunione delle persone. L’unità che la coppia sperimenta nell’amore è il segno divino dell’immagine terrestre della Trinità.Gen 2,18: l’amore che rende la coppia un’immagine terrestre del Dio Trino, può esistere solo sulla base della similitudine del cuore e della coscienza. In una coppia, nella quale ciascuno dei due segue valori differenti e crede in cose diverse, tende a prevalere l’incomunicabilità e la superficialità del dialogo. A quel punto, l’immagine di Dio si deforma e resta solo l’immagine dell’amore umano.Gen 2,21-23: ciascuno dei due si sente così intimo all’altro da percepirsi come una parte del suo corpo. La donna è tratta dal corpo dell’uomo e non da una materia indipendente da lui. Essa è un prolungamento del corpo di lui, un prolungamento dove l’umanità svela una sua diversa tonalità mediante la femminilità e la maternità. In sostanza, l’umanità in senso completo si realizza nell’integrazione delle due tonalità dell’essere umano: la mascolinità e la femminilità.Gen 2,22: la coppia nasce perché Dio stesso li spinge l’uno verso l’altro; non è l’uomo che si appropria del partner, come se l’amore fosse un affare privato, da risolvere per contro proprio. Se però l’amore è un affare privato, non si capisce perché Dio deve essere chiamato in causa al momento della celebrazione delle nozze. Al contrario, secondo il testo di Genesi, nell’incontro tra l’uomo e la donna, Dio ha un ruolo cardine fin dall’inizio, dal momento che, nell’ambito dell’amore, non potrebbe restarne fuori proprio Colui che ne è l’autore assoluto ed esclusivo. Se Dio è amore, come dice la prima lettera di Giovanni, vivere l’amore senza di Lui è lo stesso che cercare l’amore rifiutando l’Amore. Qualunque persona sana di mente, capirebbe che questa è una pretesa assurda.Gen 2,25: la prima coppia, nello stato di innocenza, vive una sessualità che non scade mai nella strumentalizzazione. Ciò avverrà dopo il peccato originale, quando tutti gli equilibri posti da Dio nella natura sono andati perduti. Il corpo dell’altro, più che oggetto di fruizione e di possesso, è oggetto di nobile compiacimento. La bellezza della persona infatti si rende visibile nella corporeità. La loro nudità non è causa di turbamento, perché i loro corpi sono partecipi pienamente della dignità delle loro persone. La separazione tra il corpo e la persona sarà un’altra delle conseguenze del peccato.Inoltre, la loro serena nudità vuole alludere a un dialogo schietto e senza veli, dove nessuno dei due è lasciato fuori dall’intimità e dalla confidenza dell’altro. Nessuno dei due stabilisce in se stesso delle zone di ombra, inaccessibili al partner, o delle stanze interiori dove l’altro non possa entrare.Il terzo nucleo può adesso darci il quadro in negativo dei guasti e delle disarmonie conseguenti al peccato originale.

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