"C r i s t o   M a e s t r o"... i l  S i t o
Avanti
Tu sei in: Home > Corso Biblico > Il Vangelo di Giovanni > Il suo rapporto con i Vangeli sinottici

E’ necessario dare uno sguardo al vangelo di Giovanni ponendolo accanto ai vangeli sinottici. Ci colpiscono alcune caratteristiche: la prima è che il vangelo di Giovanni è un vangelo indipendente rispetto agli altri: esso si muove su una linea analoga e diversa nello stesso tempo. Possiamo mettere in evidenza alcune di queste differenze che fanno del vangelo di Giovanni un vangelo a se stante.Il ministero pubblico di Gesù viene raccontato da lui nello stesso quadro storico-geografico conosciuto dai sinottici, mentre l’attività di Giovanni Battista prelude alla rivelazione del Messia ad Israele; però, dal confronto risulta una diversità nella presentazione del ministero pubblico di Gesù, relativamente alla sua durata. I vangeli sinottici parlano di un solo viaggio di Gesù a Gerusalemme: per Matteo, Marco e Luca è importante solo l’ultima Pasqua celebrata da Cristo su questa terra. Leggendo con attenzione il vangelo di Giovanni, invece, siamo portati a pensare che il ministero pubblico di Gesù sia durato per almeno tre anni. In Gv 2,13 leggiamo: ”Si avvicinava intanto la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme, trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore, colombe,e i cambiavalute seduti al banco. Fatta allora una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori dal tempio con le pecore e i buoi”. Questa purificazione del tempio avviene durante una festa di Pasqua. Poi, in quale momento Cristo fa il discorso sull’Eucaristia, cioè la nuova Manna, il Pane del cielo che non è come quello dato da Mosè ai padri? In 6,4 Giovanni ci dice: “Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei. Alzati quindi gli occhi Gesù vide una grande folla che veniva da Lui…” e invece di rimandarli a casa, poiché erano in un luogo distante dai centri abitati, moltiplica i pani per sfamare la folla. Dopo, Gesù entra nella sinagoga di Cafarnao e lì comincia a parlare dicendo: “In verità vi dico, voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Procuratevi non il cibo che perisce, ma quello che dura per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà.” Gesù pronuncia dunque questo discorso in prossimità della Pasqua e si tratta quindi del secondo anno del suo ministero pubblico. In 11,55 Giovanni dice: “Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione andarono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi”; questa è così la terza Pasqua, ed è anche l’ultima perché immediatamente dopo, al capitolo 12, viene descritto l’ingresso messianico di Gesù a Gerusalemme, al capitolo 13 la lavanda dei piedi, i discorsi dell’ultima cena e poi l’orazione nel Getsemani. E’ chiaro allora che il ministero pubblico di Gesù, dal punto di vista dei racconti di Matteo, Marco e Luca, non è focalizzato in termini di durata, dal momento che essi si concentrano tutti solo sull’ultima Pasqua, mentre Giovanni è più attento al ministero pubblico di Gesù in uno sguardo che abbraccia la totalità del suo ministero pubblico; egli riporta infatti i lunghi discorsi dell’insegnamento di Gesù.

Quindi, sulla base della testimonianza di Giovanni, dobbiamo estendere sul piano cronologico, il ministero pubblico di Gesù a una durata di tre anni. Poi ci sono anche delle piccole differenze di trasposizione: per esempio, i sinottici mettono l’episodio della purificazione del tempio alla fine del ministero pubblico, Giovanni invece sostiene che è stata una delle prime cose che Cristo avrebbe fatto. Ma le differenze non si fermano qui perché Giovanni ha anche delle prospettive teologiche particolari e propriamente sue. In Giovanni troviamo una diversa interpretazione dei miracoli di Cristo. Per i sinottici, i miracoli sono il risultato della fede: quando Cristo trova la fede compie il segno messianico, ovvero guarigioni, liberazioni, perdono dei peccati. Per i sinottici, in sostanza, non c’è alcuna possibilità di sperimentare la salvezza messianica in assenza della fede. In Giovanni, invece, fin dal racconto delle nozze di Cana troviamo una nuova e diversa angolatura: “Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in Lui” (Gv 2,11); in altre parola, la fede dei discepoli cresce e si rafforza nel momento in cui il Maestro compie una manifestazione della sua gloria, un segno muto per tutti gli astanti, un segno che nessuno riesce ad interpretare correttamente se non i discepoli, i quali capiscono che quello è il modo in cui la gloria di Dio si svela alla debolezza dei mortali. Giovanni interpreta il segno messianico come lo svelamento dell’identità divina di Cristo, che solo i discepoli riescono a penetrare.

Tu sei in: Home > Corso Biblico > Il Vangelo di Giovanni > Il suo rapporto con i Vangeli sinottici
Commenti; suggerimenti; Pregasi contattare il Webmaster
 
Copyright © 2001-2007 "CristoMaestro" Tutti i diritti  riservati.