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Secondo
i primi cristiani, Matteo è stato il primo evangelista in assoluto a
scrivere il suo vangelo. Egli scrive per un particolare gruppo di destinatari:
gli ebrei che hanno accettato Gesù Cristo come Messia.
Nell’epoca
in cui Matteo scrive, esiste una Chiesa a Gerusalemme, la cui nascita
è narrata in At 2. Nel giorno di Pentecoste, Pietro interpreta alla
luce del profeta Gioele il fenomeno della effusione dello Spirito; sono
radunate davanti a lui persone provenienti da diverse nazioni; in quel
giorno alcuni accettano l’annuncio di Pietro, e nasce così la comunità
cristiana di Gerusalemme. Si ritiene che Matteo abbia scritto il suo
vangelo proprio per questa comunità. Storicamente, essa è stata distrutta
dalla prima guerra giudaica (70 d. C.), di conseguenza, il suo vangelo
deve essere datato prima di quel momento. La Chiesa di Gerusalemme,
retta in una prima fase dall’Apostolo Pietro, passa sotto la guida dell’Apostolo
Giacomo, dopo la sua partenza per Roma. Per tale motivo Matteo utilizza,
a differenza degli altri evangelisti, una grande quantità di citazioni
dell’Antico Testamento, volendo dimostrare così ai giudei, profondi
conoscitori delle antiche promesse, che ogni momento cruciale della
vita di Cristo era stato già profetizzato.
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