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Questo aspetto non si può mai separare dal cammino del discepolato. Il discepolo è sempre oggetto di ostilità sotto diverse angolazioni. Si può dire che tutta la Bibbia è una dimostrazione di questa verità. In particolare la seconda lettera a Timoteo si esprime con termini molto precisi a questo riguardo: “Tutti quelli che vogliono vivere piamente in Cristo Gesù saranno perseguitati” (3,12). Il testo non sembra ammettere eccezioni di tempo o di luogo o di circostanze: il fatto di vivere in Cristo costituisce già un reato perseguibile in tutti i tempi e in tutti i luoghi. Il Nemico che si oppone al cammino del discepolo è Satana, e lo fa in molte maniere, sia alleandosi con gli uomini che gli danno spazio, sia agendo da solo. Le Scritture testimoniano entrambe le strategie di attacco. Satana agisce da solo, ossia senza servirsi di strumenti umani, quando ad esempio suggestiona la mente di Eva (cfr. Gen 3,1ss), o quando colpisce Giobbe (cfr. Gb 1,9-12), oppure nelle tentazioni del deserto, in cui Gesù viene fortemente suggestionato dallo spirito del Male (cfr. Mt 4,1ss). In altri casi, lo spirito del male cerca alleati umani: nel momento in cui Satana prende coscienza del fatto che le sue suggestioni non sono capaci di far deviare Cristo dalla sua missione, allora cambia strategia e lo colpisce attraverso il Sinedrio. E’ ciò che si è poi ripetuto regolarmente nella storia della Chiesa; a molti santi è accaduto questo: quando Satana non è riuscito a farli deviare mediante la suggestione e l’inganno, allora ha iniziato a tormentarli attraverso le autorità o civili o ecclesiastiche. Insomma, in un cammino evangelico profondo, prima o poi ci si imbatte nel mistero della persecuzione. Si tratta proprio di un mistero, perché spesso, nelle realtà umane, e soprattutto nelle istituzioni, sono proprio i migliori a essere espulsi verso i margini, messi fuori combattimento, non ascoltati e resi incapaci di influire sulle grandi decisioni, in cui avrebbero probabilmente una parola di sapienza. La lettera agli ebrei esprime proprio questo mistero, in 11,32-38, a proposito di tutti coloro che nell’AT vissero nella fede.
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