| Nella
pienezza dei tempi, la nascita umana di Cristo reintroduce nel mondo e
nella creazione la fedele immagine di Dio mediante i tratti umani di Gesù
di Nazaret. Il Cristo giovanneo non potrebbe essere più esplicito: “Chi
ha visto Me, ha visto il Padre”
(Gv 14,9). Vale a dire: il Padre si è reso visibile nell’umanità di Cristo.
Non avremmo bisogno di aggiungere altro. Ad ogni modo, anche l’Apostolo
Paolo si muove in questa medesima linea: “Egli
è l’immagine del Dio invisibile”
(Col 1,15), e ancora: “Non
considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio”
(Fil 2,6). La lettera agli Ebrei aggiunge che Cristo è: “l’irraggiamento
della gloria e l’impronta della sua sostanza”
(Eb 1,3). Il prologo del Vangelo di Giovanni si conclude con un’espressione
che comunemente viene tradotta con “L’unigenito
Dio, che è nel seno del Padre, egli lo ha rivelato”,
ma che letteralmente suonerebbe “L’unigenito
Dio, che è nel seno del Padre, egli lo ha portato fuori”,
intendendo dire che l’invisibile Dio, in certo qual modo, è divenuto visibile
all’esterno in quanto è stato “portato fuori” dalla visibilità del corpo
umano di Gesù. |