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Ci
sono diversi tipi e diversi livelli di discernimento, ma non li possiamo
qui trattare estesamente; ci limitiamo comunque a indicarne gli ambiti.
Innanzitutto bisogna parlare di discernimento personale, definizione
con la quale si allude alla ricerca della volontà di Dio nelle
grandi scelte della propria vita e include anche l'attività con
cui il battezzato riesce a distinguere nei suoi pensieri ciò
che è ispirato da Dio da ciò che proviene da altre fonti
o cause; ciò riguarda anche, naturalmente, il combattimento spirituale,
con cui il battezzato smaschera le trappole che Satana gli sistema nella
mente e nella sensibilità. Si deve parlare poi di discernimento
comunitario, vale a dire la lettura che una comunità deve saper
fare del suo cammino, per decodificare i "segni" che Dio concede
lungo la via e capire "verso dove" e "verso che cosa"
orientarsi, sia nelle scelte formative che nelle scelte pastorali.
Al discernimento comunitario si aggancia poi il discernimento pastorale,
che consiste nella determinazione delle scelte pastorali concrete, ossia
le mete da fissare, i mezzi e le modalità per conseguire le finalità
che la comunità riconosce come volontà di Dio, cioè
il "meglio" distinto dal "bene".Vi è infine
un discernimento apostolico; questo livello di discernimento riguarda
soprattutto l'attività missionaria, nella quale è di somma
importanza distinguere "chi" mandare, "dove" mandarlo,
"con quali possibilità". |