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La questione del discernimento viene sollevata in diverse circostanze,
e su diversi personaggi, nei racconti dell'infanzia, secondo il vangelo
di Luca.Il primo insegnamento chiaro sul discernimento lo troviamo in
concomitanza con l'annuncio della nascita del battista, e precisamente
nelle parole dell'angelo che mostra a Zaccaria l'errore del suo modo
di discernere. Zaccaria, infatti, resta perplesso dinanzi a una promessa
che gli sembra impossibile. Tale perplessità viene riprovata dall'angelo,
perché frutto di un errore di discernimento. L'errore di Zaccaria consiste
nell'esaminare solo i concetti che gli vengono comunicati, senza prendere
in minima considerazione colui che li comunica. Per questo l'angelo
gli indica indirettamente quale particolare importantissimo era stato
da lui tralasciato, vale a dire l'identità del rivelante: "Gli
rispose l'angelo: Io sono Gabriele che sto davanti a Dio" (Lc 1,19).
Anche le cose non immediatamente evidenti acquistano serietà se chi
le sostiene è credibile di suo.Questo fatto va trasferito anche nel
processo di discernimento che accompagna il movimento del venire alla
fede. Si giunge alla fede perché qualcun altro ce la testimonia e ce
la annunzia. In questo processo, un elemento di cruciale importanza
è la credibilità della persona che evangelizza. Il venire alla fede
non può essere determinato dalla logica interna agli insegnamenti cristiani,
perché essi non sono logici. Potranno però essere accettati se la vita
della persona che li predica, dimostra che essi, pur non aderendo ai
principi del buon senso, hanno il potere di migliorare qualitativamente
la vita della persona che li accoglie e li fa suoi. In definitiva, l'insegnamento
di base qui consiste nell'affermare l'essenziale legame tra la verità
di Dio e la persona che la testimonia. Può avvenire, infatti, che perfino
la più nobile verità può mutarsi in menzogna sulle labbra di chi la
pronuncia senza ritenerla valida per la propria vita. E' il caso dei
farisei che Gesù rimprovera in Mt 23. Di essi Egli dice due cose che,
accostate insieme, risultano molto significative: "Quanto vi dicono
fatelo, ma non fate secondo le loro opere" (Mt 23,3): ossia, dicono
cose vere, ma non le considerano valide per la propria vita. La conseguenza
di questa scollatura tra la persona e il suo insegnamento verbale è:
"Legano pesanti fardelli e li impongono sulle spalle della gente"
(Mt 23,4), ossia, la verità di Dio, proclamata da chi non la vive, perde
la sua forza di liberazione e si trasforma in un peso che opprime. In
sostanza, sortisce gli stessi effetti della menzogna, che è solita imprigionare
l'uomo, a differenza della verità che invece libera. |