"C r i s t o   M a e s t r o"... i l  S i t o
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Il primo testo che va preso in considerazione a questo proposito è certamente quello di Rm 12,1-3:
"Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a Lui gradito e perfetto".La prima condizione del discernimento è quindi la "trasformazione della propria mente". Non si è in grado di distinguere l'influsso dello Spirito Santo da quello dello spirito del Male se prima non ci si abitua a respirare l'atmosfera della Grazia di Dio; vale a dire: solo chi vive abitualmente in Grazia di Dio può avvertire la differenza delle operazioni dei due spiriti (cfr. 1 Cor 2,14-15; 1 Gv 3,1-2 e 4,1-6), quello buono e quello malvagio, anche se avvertire la differenza non è ancora discernimento. Infatti si può parlare di discernimento vero e proprio quando la persona è in grado di smascherare lo spirito del Male nella sua opera più pericolosa: l'imitazione dell'opera dello Spirito Santo.Accanto alla precisazione circa la condizione che permette il discernimento, ossia il fatto di vivere abitualmente in Grazia di Dio, l'Apostolo indica anche quale è l'obiettivo finale del discernimento: la conoscenza esatta della volontà di Dio. Infatti, ciò che è rivelato nella Scrittura costituisce la volontà universale di Dio, vale a dire ciò che Dio vuole per tutti gli uomini. Ma se io ho bisogno di sapere quale sia la mia vocazione personale, la Bibbia, da sola, non mi basta più; nelle fasi più cruciali della mia crescita umana io ho personalmente bisogno di sapere se Dio mi chiede di sposarmi oppure di consacrarmi; se mi chiede di sposarmi ho bisogno di capire con chi posso costruire una vera esperienza matrimoniale secondo Dio; se mi chiede di consacrarmi ho bisogno di sapere se devo consacrarmi nel sacerdozio oppure semplicemente mediante i tre voti di castità, povertà e obbedienza; ma se devo consacrarmi mediante i voti ho bisogno anche di sapere dove: in un monastero contemplativo? In un ordine missionario? In una congregazione dedicata ai poveri? E così via dicendo. A tutti questi interrogativi la Bibbia non può rispondere da sola, occorre un itinerario di ricerca della volontà di Dio che si chiama appunto discernimento. Il discernimento, però, riguarda anche delle cose più piccole che non le grandi scelte della vita. Esso riguarda lo smascheramento delle trappole perfettamente nascoste che Satana sistema di solito nel pensiero dell'uomo. Satana non conosce il pensiero dell'uomo, ma lo intuisce con la sua intelligenza angelica mediante l'osservazione psicologica dei comportamenti e dei fenomeni reattivi della persona. Egli può influire sul pensiero suggestionandolo, e tale suggestione prende il nome tradizionale di "tentazione". La tentazione non è infatti una trappola collocata "fuori" della persona, ma è una trappola collocata "dentro" la persona, e precisamente nei settori della sensibilità e del ragionamento. Questa trappola non si può smascherare se non si conoscono e l'insegnamento biblico e i criteri che la Chiesa ha elaborato nel corso della sua esperienza bimillenaria. L'Apostolo Paolo prende questo tema del discernimento anche nella 1 Ts 5,21-22: "Esaminate ogni cosa, tenete ciò che è buono" e nella lettera ai Filippesi (1,9-10) aggiunge:
"Prego che la vostra carità si arricchisca sempre più in ogni genere di conoscenza e in ogni genere di discernimento, perché possiate distinguere sempre il meglio".E' di estrema importanza comprendere la ragione per la quale l'Apostolo distingue il bene dal meglio. Il discernimento non consiste solo della distinzione tra il "bene" e il "male", ma consiste anche nella capacità di distinguere il "meglio" dal "bene". L'astuzia del Maligno sa infatti utilizzare anche il bene per ricavarne un male. Satana è solito proporre il peccato a chi vive nel peccato; ma a chi vive nella Grazia di Dio, Satana propone il bene, UN BENE, PERÒ, CHE NON È RICHIESTO DA DIO. E in questo modo egli porta fuori strada il battezzato. A Gesù che si preparava nel deserto alla propria missione, Satana non propone il peccato; piuttosto: il Maligno tenta di portare Cristo lontano dalla sua missione mettendogli davanti agli occhi la Parola di Dio, illuminata però da una potente suggestione (cfr. Mt 4,6). In questo caso, è necessario saper distinguere il "bene" dal "meglio", ossia il bene che Dio non mi sta chiedendo, dal bene che Dio si attende che io faccia (è proprio questo secondo tipo di "bene" che l'Apostolo Paolo definisce col termine "il meglio"). Occorre essere quindi consapevoli che ANCHE IL COMPIMENTO DEL BENE CI PUÒ PORTARE LONTANO DALLA VOLONTÀ DI DIO, QUALORA QUESTO BENE CHE CI VIENE PROPOSTO NON CORRISPONDESSE A CIÒ CHE DIO MI CHIEDE OGGI.

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