"C r i s t o   M a e s t r o"... i l  S i t o
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Cristo rifiuta fin dall'inizio questa logica: nel vangelo Egli non compie mai un miracolo per Sé Stesso. La rifiuterà anche alla fine, quando, sulla croce, gli chiederanno di scendere per dimostrare di essere ciò che aveva detto. Se lo avesse fatto, gli avrebbero senz'altro creduto, ma non sarebbe stato un atto autentico di fede, perché privo di libertà: Cristo infatti non vuole essere creduto in forza della manifestazione della sua potenza. Egli vuole piuttosto che sia liberamente accettato come valido il suo stile di vita.
4 Ma egli rispose: "Sta scritto:
Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio". Notiamo che la risposta di Gesù ha due caratteristiche fondamentali: 1. è breve, 2. è tratta dalle Scritture. La brevità della risposta di Gesù indica la pericolosità di mettersi a discutere col demonio, cioè la pericolosità di seguire lo sviluppo dei pensieri che lui ci ha suggerito. Quando sentiamo che la nostra mente è sotto suggestione, dobbiamo troncare il corso dei pensieri piuttosto che seguirlo. La seconda caratteristica contiene un altro cruciale insegnamento: il corso dei pensieri suggestionati si spezza mediante la ripetizione interiore di una parola biblica adeguata, cioè contrapposta alla natura della suggestione. Alla tentazione sulla fame, Cristo risponde con Deuteronomio: "non di solo pane vive l'uomo". Dobbiamo perciò cercare una parola biblica da ripetere come contrapposizione al genere di tentazioni che Satana utilizza con noi più frequentemente.
5 Allora il diavolo lo condusse con sé nella città santa, lo depose sul pinnacolo del tempio
6 e gli disse: "Se sei Figlio di Dio, gettati giù, poiché sta scritto: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo, ed essi ti sorreggeranno con le loro mani, perché non abbia a urtare contro un sasso il tuo piede".
7 Gesù gli rispose: "Sta scritto anche:
Non tentare il Signore Dio tuo". La seconda tentazione ha una caratteristica particolarmente inquietante: Satana trova nella Parola di Dio un sostegno alla sua insidia. Ritorna qui intanto la nota dell'amor proprio, a cui evidentemente il diavolo attribuisce un grande valore per la sua strategia, se la usa una seconda volta, dopo il primo fallimento. L'insegnamento più notevole di questo versetto è che Satana, quando vede che le inclinazioni fondamentali della persona sono decisamente orientate verso il bene, allora usa il bene, e non la proposta del peccato, per farla deviare dalla via di Dio. Così, quando Cristo gli dimostra che la Parola di Dio è il suo scudo, allora Satana usa proprio la Parola di Dio per farlo andare fuori strada. Ciò significa che il diavolo ha due strategie diverse, una per chi percorre la via larga del peccato, e una per chi cammina nel servizio di Dio. Nel primo caso, Satana tiene il peccatore lontano da Dio, mediante la proposta di nuovi peccati; ma nel secondo caso, egli tenta di allontanare da Dio l'uomo retto con un metodo più sottile e più sofisticato: la falsificazione del bene. In questa prospettiva, persino la Bibbia può diventare un laccio di Satana. Per questo l'Apostolo Paolo dice che la Scrittura è Spirito che dà vita, ma certe volte è lettera che uccide (cfr. 2 Cor 3,6). In modo particolare, la strategia di Satana viene smascherata da Gesù al v. 7, quando dice: "Sta scritto anche". Vale a dire: per ingannare Gesù, Satana ha citato la Scrittura (Sal 91,11-12) in modo parziale, tacendo il fatto che nella Scrittura ci sono anche altri passi che vanno letti accanto al Salmo 91, perché il testo biblico non venga pericolosamente frainteso. E uno di questi passi è quello indicato da Gesù nella sua risposta, cioè Dt 6,16.
8 Di nuovo il diavolo lo condusse con sé sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo con la loro gloria e gli disse:
9 "Tutte queste cose io ti darò, se, prostrandoti, mi adorerai".
10 Ma Gesù gli rispose: "Vattene, satana! Sta scritto: Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi culto".
11 Allora il diavolo lo lasciò ed ecco angeli gli si accostarono e lo servivano.
L'ultima tentazione è quella del potere terreno, il miraggio di governare il globo. Qui Cristo risponde con lo stesso metodo: una risposta breve, tratta dalla Scrittura. Ma dobbiamo ancora osservare che Gesù si svincola dalla suggestione del maligno anche per una disposizione fondamentale del suo spirito umano: Cristo è un uomo che ha rinunciato a se stesso. Le proposte con cui Satana tenta di riportare Cristo ai suoi desideri personali e umani cadono nel vuoto, semplicemente perché nell'animo del Cristo storico, non ci sono desideri personali.

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