"C r i s t o   M a e s t r o"... i l  S i t o
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Un altro fatto che non deve essere sottovalutato è il valore profetico della figura di Giuseppe rispetto alle promesse messianiche e al ministero terreno di Gesù. I tratti di Cristo, infatti, si sovrappongono in più punti a quelli di Giuseppe, così che quest'ultimo diventa preannunzio di quello.Il primo elemento cristologico è certo quello riportato all'inizio del racconto: "I suoi fratelli, vedendo che il loro padre amava lui più di tutti i suoi figli, lo odiavano e non potevano parlargli amichevolmente" (Gen 37,4). Intravediamo in questa immagine i tratti del Figlio infinitamente amato: solo in Lui il Padre ha posto il suo compiacimento: "Questi è il mio Figlio prediletto nel quale mi sono compiaciuto" (Mt 3,17). E intravediamo al tempo stesso l'odio che si è scatenato contro di Lui proprio per questa pretesa di intimità col Padre; il Sinedrio considererà questa la colpa di Gesù, per la quale l'unica pena poteva essere la morte: "Il sommo sacerdote gli disse: Ti scongiuro, per il Dio vivente, perché ci dica se tu sei il Cristo, il Figlio di Dio. Gli rispose Gesù: Tu l'hai detto. Allora il sommo sacerdote si stracciò le vesti dicendo: che ve ne pare? E quelli risposero: E' reo di morte" (Mt 26,62-66). Così nella parabola dei vignaioli, è ancora l'invidia e l'astio contro il figlio del padrone ciò che causa la sua morte e la sua espulsione dalla vigna (cfr. Mt 21,33-46). In Gen 37,12-14 Giuseppe viene mandato dal padre ai suoi fratelli con uno scopo di pace: "Va' a vedere come stanno i tuoi fratelli e come sta il bestiame, poi torna a riferirmi" (v. 14). Giuseppe è insomma costituito dal padre come una sorta di mediatore tra lui e gli altri fratelli. Ci sembra che ciò abbia tutti i caratteri dell'invio del Figlio che il Padre ha costituito mediatore di salvezza per tutta l'umanità. Un elemento che poi richiama da vicino il racconto della Passione secondo Giovanni è la tunica dalle lunghe maniche. L'evangelista assegna un posto di rilievo alla tunica senza cuciture che i soldati tirano a sorte. Essa è menzionata a parte: "presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una per ciascun soldato, e la tunica" (Gv 19,23). Oltre al Salmo 22, non si può escludere che possa esserci la memoria della tunica di Giuseppe, che acquista un particolare rilievo nelle circostanze della sua espulsione dalla famiglia, proprio come la tunica di Gesù che acquista rilievo quando Egli viene espulso dal mondo. La tunica era l'abbigliamento del sommo sacerdote e anche Giuseppe, come figura di Cristo, esercita un sacerdozio realizzato nel sacrificio di sé. C'è come un anticipo della teologia della croce nella lettura che Giuseppe fa del suo passato: sia in 45,4-8 che in 50,17-21; un popolo numeroso vive per quel sacrificio apparentemente ingiusto e crudele richiesto dal disegno di Dio al Giuseppe diciassettenne.Un altro elemento di corrispondenza con Cristo è l'età: Giuseppe ha l'età di trent'anni quando compare davanti al Faraone, ossia quando inizia la sua vita pubblica (cfr. Gen 41,46). Analogamente, Gesù "quando incominciò il suo ministero aveva circa trent'anni" (Lc 3,23). Infine, la comparsa dei suoi fratelli dinanzi a lui è allusione e immagine della nostra comparsa, dopo la morte, dinanzi al Figlio dell'uomo: i suoi fratelli erano atterriti alla sua presenza, ma egli si commuove e non vuole il loro male. L'umanità col suo peccato è causa della morte di Cristo sulla croce, e perciò anche io, individualmente e soggettivamente, ne sono responsabile per la mia parte, essendo un peccatore anch'io. Noi, suoi crocifissori, compariremo davanti a Lui nel giorno del giudizio e non lo riconosceremo nella sua gloria che lo trasfigurerà; ci sentiremo come annientati e sarà Lui a incoraggiarci, dicendo: "Io sono Giuseppe, vostro fratello". In quel giorno comprenderemo che l'unica sua preoccupazione è stata la nostra salvezza, e per questo scopo ha sofferto indicibili pene fisiche e morali; capiremo che non ci è mai stato nemico, anche se nei giorni terreni noi lo abbiamo spesso guardato come un rivale o come uno che viene nella nostra vita per toglierci qualcosa. Comprenderemo che ci siamo sbagliati nell'attribuire a Lui la causa dei nostri mali, che invece derivano unicamente dal non avere ascoltato la sua Parola. Ma tutto questo scomparirà anche nel ricordo e la famiglia si ritroverà definitivamente unita.

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