"C r i s t o   M a e s t r o"... i l  S i t o
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dell'albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti morirete". 4 Ma il serpente disse alla donna: "Non morirete affatto! 5 Il Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male". 6 Allora la donna vide che l'albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch'egli ne mangiò. 7 Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture.Questo testo, tratto dal terzo capitolo del libro della Genesi, accanto al racconto delle tentazioni di Gesù nel deserto, costituisce un importante riferimento per comprendere la dinamica della tentazione, ma contiene, al tempo stesso, talune utili indicazioni sul discernimento dei propri pensieri. Questo dato è infatti un elemento comune a entrambi i testi: quando il demonio influisce sulla persona, per spingerla a fare ciò che vuole lui, fa sorgere nella mente umana dei pensieri persuasivi. Il primo inganno consiste nel fatto che la persona priva di discernimento, crede che quei pensieri siano suoi, e perciò li prende per veri. Per di più, i pensieri suggeriti dal maligno hanno una tremenda forza persuasiva, presentandosi come la verità più vera. Se la persona li segue fino alle loro estreme conseguenze, Satana ha vinto. La capacità di discernere i propri pensieri, è quindi fondamentale se si vuole camminare senza cadere nelle micidiali trappole di Satana. Il testo di Genesi ci offre delle coordinate per distinguere il pensiero suggerito dal diavolo dal pensiero semplicemente umano. La domanda che la donna si sente rivolgere ai piedi dell'albero della prova contiene dei preziosi indizi: "È vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di nessun albero del giardino?". Nel modo di suggestionare la mente della donna, Satana fa leva sulla forza della verità. Il suo parlare inizia infatti così: "E' vero che…?". La mente umana è naturalmente attratta dalla verità, perché Dio, nel crearci, ha voluto costituire un legame profondo con la verità, ordinando a essa la nostra intelligenza. Noi distogliamo di solito la nostra mente da ciò che riconosciamo come menzogna, e se talvolta ci soffermiamo su narrazioni inventate, sapendo bene che quei fatti non sono accaduti mai, lo facciamo nella misura in cui vi scorgiamo un elemento di verità. Satana lo sa bene, e perciò seduce la nostra mente con la menzogna artisticamente rivestita col manto della verità. Anche tentando i progenitori, la strategia è la medesima: egli dà il tono della verità ai pensieri falsi che fa sorgere nella mente della donna. La prima esca che egli usa per rovinare l'uomo è quindi la forza della verità, la seconda esca è l'amor proprio. Ciò è molto chiaro nel seguito delle sue parole. Dopo avere fatto leva sulla verità, egli fa leva sui bisogni della persona, distogliendo l'attenzione dell'uomo dalle promesse di Dio e concentrandole su ciò che la persona adesso ha bisogno: "Non dovete mangiare di nessun albero del giardino?". La domanda suppone che Dio lasci la persona inesaudita nei suoi molteplici bisogni di creatura. La sua filosofia è quella della sfiducia e del sospetto. Il pensiero umano viene inevitabilmente orientato da Satana, quando la visione dei limiti e delle imperfezioni del presente, si passa alla deduzione che Dio ci ha negato ciò di cui avevamo bisogno. Qualunque persona ragionevole si accorge subito che questo pensiero è satanico. Dio infatti non è solito darci tutto e subito. Un'apertura ottimistica verso il futuro, e una attesa paziente dei tempi di evoluzione verso il meglio, è sempre la caratteristica delle menti umane illuminate dallo Spirito di Dio. Un aspetto ulteriore della menzogna rivestita col manto della verità è l'ingigantimento delle esigenze della volontà di Dio: "È vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di nessun albero del giardino?". Laddove Dio aveva detto all'uomo: "Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, ma dell'albero della conoscenza non devi mangiare" (Gen 2,16-17), l'interpretazione satanica del comando di Dio lo stravolge fino all'eccesso. Lo fa però, significativamente, in forma di domanda, per una ragione che fa parte integrante della sua strategia: Satana non vuole assumersi la responsabilità del peccato umano, e perciò lancia nella nostra mente tutte le suggestioni possibili, ma poi attende che elaboriamo personalmente le sue suggestioni, in modo che la scelta del peccato sia veramente frutto di una nostra decisione. Questo spiega anche il simbolo del serpente, scelto dall'autore sacro per rappresentare la personalità del demonio. Il serpente non uccide istantaneamente dopo avere morso; il suo veleno ha infatti bisogno di entrare in circolo nell'organismo e può portare i suoi frutti di morte solo in quanto trova nell'organismo vivente le condizioni favorevoli per la sua incubazione. Ma se l'organismo potesse espellere da sé il veleno del serpente, subito dopo essere stato morso, allora non gli accadrebbe nulla di male. Fuori dalla metafora: i pensieri suggeriti dal maligno possono danneggiare la persona solo quando trovano nella sua vita interiore le condizioni favorevoli per la loro incubazione. Per questo l'errore più grande della donna in Genesi 3 è quello di rispondere al maligno, dando così l'avvio a un processo di elaborazione che si rivelerà fatale:"Rispose la donna al serpente". Nel racconto delle tentazioni di Gesù, il modello di lotta spirituale da Lui rappresentato, indica la necessità di non rispondere al demonio, opponendo al pensiero suggestionato una parola tratta dalla Bibbia. La risposta della donna, permette a Satana di lanciare nella sua mente ulteriori suggestioni, fino al punto da offuscare l'immagine paterna di Dio: "Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio". Dalle poche battute riportate dall'autore sacro si comprende che Satana, dopo avere suggestionato la mente della donna, attende la sua risposta e non appena la riceve, il dialogo viene orientato e diretto potentemente da lui. Avendo riportato in modo alterato il comando di Dio, "È vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di nessun albero del giardino?", attende la risposta della donna, con cui il dialogo si snoda sul terreno voluto da lui: "Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo

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