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Il Vangelo conosce due tipi di esperienza vocazionale: la chiamata del Signore (cfr. Mt 4,18-22) e l'autocandidatura (cfr. Mc 5,19-20 e Lc 9,57.61-62). Insomma, occorre sempre discernere se dietro l'espressione del desiderio della vita consacrata c'è un'autocandidatura oppure una chiamata divina.
Nella ricerca vocazionale circa la vita consacrata possiamo distinguere, nel processo di discernimento (giacché questo genere di discernimento non è un "atto" momentaneo ma una serie di tappe) tre grandi momenti:
1. Il discernimento del giovane su se stesso
Questo primo momento della ricerca vocazionale inizia con la persistenza di uno stato d'animo che si può caratterizzare come segue:
a) Lo stato di vita religioso è percepito nell'animo come una irresistibile seduzione
b) Si ha la netta percezione che non si può essere felici in alcun'altra maniera
c) Quanto detto nei due punti precedenti ha un carattere di stabilità senza oscillazioni e intermittenze
d) Tutte le altre voci e progetti vengono ridotti al silenzio
e) L'attrazione verso la vita religiosa provoca un forte senso di elevazione e porta con sé un particolare gusto delle cose che riguardano Dio
2. Il discernimento del Padre spirituale sul cammino del giovane
Questo secondo momento inizia quando la persona in ricerca vocazionale ha oramai la certezza che nel suo animo si sono verificate le condizioni descritte al punto 1.
In questa fase il direttore spirituale agisce di solito nel modo seguente:
- lascia passare ancora del tempo (alcuni mesi: la fretta è cattiva consigliera)
- cerca di capire se i principi basilari del Vangelo sono stati assimilati nello stile di vita della persona (ossia si accerta del grado di maturazione evangelica)
- si accerta che l'intenzione della persona sia retta (cioè che non ci siano motivazioni secondarie di ordine umano)
- cerca di capire il tipo di carisma o di spiritualità che lo Spirito ha donato alla persona
- insieme alla persona (ed è l'ultimo atto) cerca di individuare l'Istituto corrispondente a quella vocazione.
3. Il discernimento definitivo della Chiesa
Il lavoro fatto con il proprio direttore spirituale (che abbiamo appena descritto) è la penultima fase. Non appena si conclude questa, si dà inizio al terzo e ultimo momento di questo lungo cammino. Se tutte le condizioni elencate al punto 2. si sono verificate, il direttore spirituale suggerisce di fare un'esperienza concreta in una comunità concreta. L'ultima parola spetta alla Chiesa. La Chiesa si esprime in due tappe:
1. per bocca di coloro che sono preposti ai cammini vocazionali (Superiori del Seminario, Maestri dei postulandati e dei noviziati)
2. per bocca del Vescovo del luogo.

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