"C r i s t o   M a e s t r o"... i l  S i t o
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vv. 40-44
Dinanzi alle parole di Gesù, il popolo si divide in diverse correnti con diverse opinioni. Alcuni lo credono il Profeta annunciato da Mosè, altri lo accettano come Messia davidico. Inoltre pensano erroneamente che Gesù sia originario della Galilea, mentre il Messia doveva nascere a Betlemme. Di fatto Gesù era nato a Betlemme, ma il popolo non conosce questo particolare, che confermerebbe, alla luce delle antiche profezie, la sua identità. Altri ancora si schierano decisamente contro di Lui e parteggiano per coloro che vorrebbero arrestarlo. Ma nessuno riesce per il momento a mettergli le mani addosso. Davanti a Cristo, insomma, l'umanità si divide inevitabilmente e il destino di ciascun essere umano si determina in base alla posizione che si prende dinanzi alla sua Persona.
vv. 45-49
Le guardie ritornano ai loro mandanti senza avere arrestato Gesù. La motivazione è alquanto strana: solo a sentirlo parlare perdono il coraggio di arrestarlo. L'unica spiegazione è la potenza della Parola di Cristo, che slega il dominio di satana sullo spirito umano. Una persona può schierarsi contro Cristo solo se il suo pensiero è manipolato dall'angelo delle tenebre. Ma quando la Parola di Cristo risuona e viene ascoltata, allora tutte le falsificazioni e le catene maligne cadono in frantumi e l'uomo torna a essere se stesso. La classe dirigente di Gerusalemme rimane ostinatamente chiusa a questo ascolto e perciò non riesce a liberarsi dal potere invisibile che lotta contro Dio, finché essa stessa diventerà il luogo della manifestazione dell'anticristo. La vera pietra di inciampo dei sacerdoti e dei farisei è quella di avere concepito il potere religioso come un'autorità da esercitare sulla gente. Questa è la premessa perché il potere religioso diventi, al pari di quello politico, un'incarnazione storica dell'anticristo. Con un elemento di pericolo in più: mentre il potere politico può essere facilmente guardato con sospetto, e viene smascherato subito quando non è al servizio dell'uomo, per il potere religioso non è così; esso non di rado sfugge meglio al discernimento del popolo, perché quando il diavolo si nasconde dietro apparenze di santità, risulta molto più faticoso smascherarlo. Lo stesso avviene coi falsi carismatici e col falso soprannaturale. Occorre talvolta un acuto discernimento per non essere ingannati.
vv. 50-52
Ricompare la figura di Nicodemo, che aveva avuto con Gesù un dialogo notturno. In quella circostanza era rimasto piuttosto perplesso dinanzi alle affermazioni di Gesù, ma qui la sua coscienza di uomo retto lo avvisa del fatto che negli atteggiamenti degli altri farisei c'è una strana incongruenza: essi che in nome della legge mosaica si ritengono autorizzati a perseguitare Cristo, dall'altro lato trasgrediscono la stessa legge, applicando contro Gesù una procedura illegittima. Nelle opere di satana c'è sempre una qualche incongruenza, perché in lui la verità è solo un rivestimento esteriore per apparire persuasivo nelle sue accuse. La menzogna di satana si appoggia a tutte le ragioni plausibili e si riveste dell'abito del paladino di giustizia, ma chi ha la coscienza retta non viene ingannato dalla sua astuzia. Nicodemo coglie immediatamente la contraddizione di fondo che smaschera come opera delle tenebre lo zelo che essi mostrano per la giustizia. In mano ai dirigenti, infatti, il senso di giustizia è solo uno strumento di dominio e un'arma per difendere il proprio controllo sul popolo. Per questo non ascoltano l'osservazione di Nicodemo e lo liquidano accusandolo perfino di ignoranza, lui che è un dottore della Legge: "Studia e vedrai che non sorge profeta dalla Galilea". Fanno con Nicodemo ciò che faranno con Cristo: non potendo controbattere con una verità maggiore, ricorrono alla forza bruta e all'insulto. Nicodemo non viene messo a tacere dalla forza della verità, ma dalla forza dell'autoritarismo. Anche Cristo tacerà, perché umanamente soffocato dalla forza bruta del potere terreno.

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