"C r i s t o   M a e s t r o"... i l  S i t o
Avanti
Tu sei in: Home > Lectio Liturgica > Tempo Ordinario > Anno Pari settimana I (Martedì)

Questo testo ci presenta ancora il carattere dei personaggi e, soprattutto, la linea verso cui tendenzialmente si evolveranno. Cogliamo nella figura di Eli un messaggio particolarmente drammatico: è un uomo che vive nel Tempio, uno che sta al servizio di Dio giorno e notte, continuamente a contatto con le cose sacre, ma non possiede il dono del discernimento, cioè la comprensione dei cuori, o l’intuizione pronta dell’opera che Dio compie in coloro che si recano nel Tempio a pregare. Infatti, Eli ed Anna, che sono i due protagonisti di questo episodio, vengono presentati in un rapporto di contrasto: Anna, pellegrina di passaggio, che prega con tutto il trasporto del suo cuore e perciò viene toccata dalla grazia; Eli, invece, sacerdote e specialista del sacro, vive e abita nel Tempio ma non prega, né pregherà successivamente, quando moriranno i suoi figli e la sventura colpirà la sua casa. Ciò ci fa comprendere la ragione per cui Eli non si rende conto dell’azione che Dio compie in Anna, spingendola ad invocarlo per chiedere qualcosa che Lui vuole già darle. Eli non è un uomo di preghiera, e perciò non può capire la preghiera di Anna. Infatti, il primo pensiero che Eli ha, somiglia molto a quello dei primi testimoni della Pentecoste: egli ha l’impressione di trovarsi davanti ad una persona ubriaca, dallo stato mentale alterato, mentre invece in lei sta operando la potenza dello Spirito di Dio. Questa mancanza di discernimento è il segno esterno, e al tempo stesso il risultato, di uno squilibrio tra la propria vicinanza fisica alle cose sacre e la propria immaturità spirituale. L’aspetto drammatico della figura di Eli è proprio questo: ciò che accade a lui è rappresentativo di una intera categoria di persone: potrebbe succedere che non ci si evolva nella statura della santità nella stessa proporzione degli anni passati al servizio di Dio e dei doni ricevuti da Lui. Al contrario, Anna, che è - diremmo noi - una persona laica, una madre di famiglia, che non solo non vive nel Tempio ma può recarvisi solo una volta all’anno, possiede una maturità spirituale superiore a quella di Eli, che peraltro è sacerdote: Anna raggiunge insomma una profondità di preghiera, e una intimità fiduciosa di rapporto con Dio, che Eli non è in grado di capire, perché egli, nonostante il suo vivere costantemente a contatto con ciò che è di Dio, tuttavia non conosce Dio come ha imparato a conoscerlo lei. Ciò è vero sempre: chi non è entrato dentro le profondità dello Spirito di Dio, seppure si trovi nel Tempio a servirlo per una vita, non può capire quello che lo Spirito Santo opera nelle anime; quando addirittura non pensi che siano delle ubriacature o delle pure follie. Anche in altri passi della Scrittura riemerge la stessa tremenda verità. Nel vangelo di Luca, ad esempio, quando Maria presenta il Bambino Gesù al Tempio, nessuno dei sacerdoti e dottori – che servono il Signore a tempo pieno - si rende conto di quello che sta accadendo sotto i loro occhi: è invece Simeone che coglie la presenza di questo bambino come l’ingresso di Dio nel tempio di Gerusalemme; egli non è sacerdote, non è uno scriba, né un dottore della legge, è un laico di passaggio, oscuro pellegrino tra i pellegrini. Così anche la profetessa citata da Luca nel medesimo contesto è la seconda e ultima persona che riesce a vedere Dio in un neonato. Anche nella parabola del buon samaritano sarà un laico a farsi prossimo dell’uomo incappato nei ladroni, mentre i due personaggi di estrazione sacerdotale faranno finta di non avere visto il malcapitato. Non conta, quindi, il ruolo che si ha, o l’autorità religiosa che si riveste nella comunità cristiana; ciò che conta è la maturazione del cammino di fede e la stabilità del cuore in una vita autenticamente vissuta in Dio. Dall’altro lato, osservata in contrasto con Eli, la figura di Anna contiene una serie di elementi positivi: la sua presenza nel Tempio è qualificata, oltre che dalla preghiera, da un particolare rapporto con il dolore personalmente vissuto nelle circostanze della sua vita, un dolore che non la porta all’indurimento del cuore – come a molti succede - né al rifiuto del disegno di Dio, o alla ribellione; il dolore e l’umiliazione, al contrario, la conducono alla verità di se stessa e le conferiscono una lucida consapevolezza della propria bassezza davanti a Dio; tant’è che si definisce “la sua schiava”. La sua condizione di sterilità, che è un motivo di umiliazione continua per lei, mortificata nel suo desiderio di maternità, e per di più disprezzata dalla sua rivale, la rende consapevole della propria verità personale, della propria piccolezza davanti a Dio, e la conduce non alla ribellione, bensì verso una unione più profonda col Signore nella preghiera, alla ricerca dell’unico Consolatore dell’uomo. Questa disposizione di Anna, è la base su cui Dio potrà esaudirla: nel testo si legge infatti che “il Signore si ricordò di lei” (v. 19). La sua sottomissione, unita alla accettazione incondizionata della volontà di Dio, è la base su cui il Signore farà la sua storia successivamente. Dopo la preghiera, Anna tornerà a casa senza alcun segno, senza alcuna risposta immediata, ma con l’unico sostegno della sua stessa speranza. La risposta Dio arriverà invece dopo un certo tempo: il Signore avrà bisogno di tutta la docilità di Anna, che già si manifesta nel Tempio nelle parole della sua preghiera. In definitiva, i due modi diversi in cui Eli e Anna vengono descritti nella loro presenza nel Tempio, cioè la loro posizione davanti a Dio, sono anche un indizio evidente della loro evoluzione futura. Il primo morirà senza essere arrivato alla preghiera, cioè senza avere effettivamente sperimentato l’incontro col Dio di Israele, mentre per Anna ci sarà una storia che si prolungherà oltre la sua vita nella sua discendenza: suo figlio sarà un consacrato, anzi, sarà uno dei massimi profeti di Israele; il disegno salvifico di Dio sul popolo eletto passerà appunto attraverso gli atti di Samuele, che, dietro indicazione del Signore, ungerà il suo primo re e vigilerà sulla nascita della monarchia.

Tu sei in: Home > Lectio Liturgica > Tempo Ordinario > Anno Pari settimana I (Martedì)
 
Commenti; suggerimenti; Pregasi contattare il Webmaster
 
Copyright © 2001-2007 "CristoMaestro" Tutti i diritti  riservati.