| Prefazione
Prima di iniziare la lectio continua sui vangeli feriali del Tempo Ordinario,
è opportuno prendere visione della loro distribuzione nelle diverse
settimane dell’anno liturgico. Il criterio che ha ispirato tale
distribuzione, ha anche determinato alcune scelte espositive che il
lettore deve conoscere fin dall’inizio. Cominciamo col dire che
nei giorni feriali del Tempo Ordinario, i testi evangelici, scelti per
le Messe feriali, riguardano il ministero pubblico di Gesù e
coprono un arco narrativo che va dalla chiamata dei primi discepoli
ai discorsi escatologici di Gesù sul monte degli ulivi, escludendo
il racconto della Passione, che ha inizio con l’ultima cena e
l’istituzione dell’Eucaristia. Le altre due sezioni estreme
della narrazione evangelica, cioè i racconti dell’infanzia
e i testi relativi alla Passione e Risurrezione sono riservati, com’è
ovvio, ai Tempi Forti di Avvento-Natale e Quaresima-Pasqua. In sostanza,
i vangeli del Tempo Ordinario ci fanno ripercorrere tutto il ministero
pubblico di Gesù, dalla chiamata dei primi discepoli agli ultimi
eventi, accaduti a Gerusalemme, prima dell’arresto. Precisiamo,
inoltre, che i vangeli utilizzati nelle Messe feriali del Tempo Ordinario
sono i sinottici, cioè Marco, Matteo e Luca. Giovanni ne rimane
escluso. Proprio la scelta dei vangeli sinottici da parte delle liturgia,
ha determinato un metodo di esposizione della lectio che il lettore
deve tenere presente fin dall’inizio. I vangeli sinottici seguono
una linea narrativa comune; vale a dire: il ministero pubblico di Gesù
ha inizio in Galilea, spostandosi poi coi suoi discepoli verso la Giudea
fino a Gerusalemme, dove si compiono gli ultimi eventi in coincidenza
con la Pasqua ebraica. In ragione di questa narrazione parallela –
per cui sono chiamati appunto sinottici -, avviene che molti episodi,
o discorsi, vengano riportati da tutti e tre o da due di loro, talvolta
con particolari diversi, che comunque contribuiscono a una migliore,
e talvolta più profonda, comprensione del brano stesso. Ciò
implica che uno stesso episodio, per esempio la scelta dei Dodici, si
ritrovi in tre giorni diversi dell’anno liturgico, una volta secondo
Marco, un’altra secondo Matteo e una terza secondo Luca: Mc 3,13-19:
Venerdì II settimana; Mt 10,1-7: Mercoledì XIV settimana;
Lc 6,12-19: Martedì XXIII settimana. Questo fatto ha suggerito
un particolare metodo espositivo della lectio sui vangeli che consiste
nel proporre la lectio sul medesimo episodio una volta sola, tenendo
conto delle diversità redazionali, in modo da arricchire con
il contributo sinottico la comprensione del testo. Così, tornando
al brano paradigmatico della scelta dei Dodici, esso viene analizzato
una sola volta il Venerdì della seconda settimana, avendo come
base il racconto di Marco e aggiungendo i particolari significativi
riportati da Matteo e da Luca. Di conseguenza il lettore, una volta
giunto al Mercoledì della settimana XIV, verrà rimandato
al Venerdì II settimana, e troverà lo stesso rimando anche
al Martedì della settimana XXIII. Non mi resta che augurare a
tutti, con la sollecitudine e la speranza che ogni pastore si porta
dentro, un incontro quotidiano, salvifico, risanante col Cristo Maestro
nella sua Parola, la quale è Spirito e Vita (cfr. Gv 6,63).
don Enzo Cuffaro
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