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forma più elevata di preghiera è la contemplazione. La sua caratteristica
peculiare è quella di essere “quasi senza parole”. In termini pratici,
questa forma di preghiera si attua quando la persona si concentra su un
mistero della fede, preferibilmente con l’aiuto di una icona o di un crocifisso
su cui fissare lo sguardo, perché le distrazioni non producano eccessivo
disturbo. Per questa preghiera conviene assumere una posizione comoda,
in modo che ci si possa rilassare; poi, fissando lo sguardo sul crocifisso,
o su un’icona, o sull’Eucaristia solennemente esposta, ridurre i pensieri
al silenzio e lasciare che il mistero di Dio occupi tutto lo spazio della
nostra interiorità. L’obiettivo è quello cogliere le meraviglie di Dio,
intuire la sua bellezza, e guardarlo come si guardano gli innamorati,
ossia con un senso di beatitudine e di stupore. Mentre l’attenzione è
concentrata sul mistero di Dio, il pensiero non deve seguire alcun ragionamento.
Al massimo, conviene far risuonare dentro di sé, di tanto in tanto, e
secondo il proprio stato interiore, qualche breve frase evangelica o liturgica
come ad esempio: “Se vuoi puoi guarirmi”, “Figlio di Davide, abbi pietà
di me”, “Tu sei il Cristo”, “vieni, Spirito Santo”, “Padre, nelle tue
mani consegno il mio spirito”, oppure semplicemente “Padre”. Ma tutto
ciò senza che la mente sia afferrata dal ragionamento. |