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Nell’AT
e nella tradizione ebraica i luoghi della preghiera erano ben determinati,
secondo le diverse epoche. Nel periodo patriarcale bastava una teofania,
ossia una qualche manifestazione di Dio a uno dei patriarchi, per costituire
un luogo sacro. Possiamo ricordare il famoso sogno di Giacobbe, nel
quale egli vide una scala che collegava cielo e terra, mentre gli angeli
vi salivano e scendevano (cfr. Gen 28,10ss). Al mattino Giacobbe comprende
di avere avuto una rivelazione durante la notte e erige una stele, rinominando
il luogo simbolicamente col nome di Betel, cioè “casa di Dio”. Così
quel luogo diventa un santuario per lui e per i suoi discendenti. Fino
alla nascita della monarchia esistono diversi santuari periferici, finché
con la costruzione e la consacrazione del Tempio di Gerusalemme, viene
considerato legittimo solo il culto celebrato lì. Vi sono poi altre
vicissitudini storiche, ma non è opportuno trattarne in questa sede.
A noi interessa giungere al NT e all’esperienza cristiana, per sapere
se il luogo ha o no un influsso determinante sulla preghiera. In generale
dobbiamo dire che la comunità cristiana non ha luoghi obbligatori per
la preghiera personale o comunitaria. L’Apostolo Pietro prega indifferentemente
nel Tempio o sul terrazzo di una casa, come abbiamo già visto; questo
significa che il cristiano può ritenersi libero da un qualsivoglia legame
locale o geografico. Il cristiano può pregare là dove si trova. Infatti,
il Tempio in cui il cristiano prega è Cristo stesso. Il battesimo ci
inserisce nel Corpo di Cristo come in un Tempio, in cui la preghiera
arriva al Padre anche se pronunciata nel profondo di una selva. L’insegnamento
del Vangelo di Giovanni è chiaro su questo punto: “Distruggete
questo Tempio e in tre giorni lo farò risorgere… Ma egli parlava del
Tempio del suo Corpo”
(Gv 2,19.21). Da questo momento, dunque, il Tempio è il Corpo di Cristo,
ossia la comunità cristiana: “Non
sapete che siete Tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?”
(1 Cor 3,16). Se allora si edificano luoghi sacri per il culto cristiano
ciò non è per indicare l’esclusività della celebrazione in un determinato
luogo, ma solo in ragione della praticità e in vista di un culto ordinato
e stabile.Qualcosa
di simile avviene quando in seguito a un’apparizione della Madonna un
certo luogo acquista un particolare significato religioso. Si tratta
di un “particolare significato religioso”, ossia di un luogo che Dio
ha dato al popolo cristiano come luogo dell’appuntamento, come polo
di attrazione per la nostra sensibilità umana sempre bisognosa di segni,
ma non come luogo esclusivo per incontrare la salvezza.
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