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Dobbiamo
interrogare la Bibbia per sapere se anche la tradizione ebraico-cristiana
prevede per la preghiera determinati gesti o atteggiamenti del corpo.
Dobbiamo subito rispondere di sì, ma dobbiamo precisare che vale anche
in questo ambito quel che abbiamo detto a proposito dei luoghi della
preghiera: non c’è nulla di assoluto o di obbligante; la posizione del
corpo, come pure il luogo, ha senso in quanto favorisce la preghiera
e la rende ordinata e non confusa. Interroghiamo però la Bibbia circa
la posizione del corpo dell’orante.Il
Vangelo riporta la consuetudine dei farisei di pregare in piedi: “Amano
pregare stando ritti nella sinagoga” (Mt 6,5); ma in generale la tradizione dell’AT conosce un modo di pregare
in piedi: “Salomone
si mise in piedi e benedisse tutta l’assemblea” (1 Re 8,55); durante la cerimonia di dedicazione
del Tempio l’assemblea partecipa pregando in piedi (cfr. 2 Cr 7,6).
In prossimità di una guerra santa “i
leviti si alzarono a lodare il Signore” (2 Cr 20,19). Anche il nostro cerimoniale liturgico
prevede che in alcune parti della Messa l’assemblea stia in piedi.Un
altro atteggiamento che dalla tradizione ebraica è passato in quella
cristiana è la consuetudine di inginocchiarsi per pregare: “Giosafat si inginocchiò… e gli
abitanti di Gerusalemme si prostrarono davanti a Signore” (2 Cr 20,18). Quando Mosè ritorna in Egitto,
dopo l’incontro con Dio nel roveto ardente, si fa incontro agli israeliti
radunandoli, e questi, avendo udito le parole che Dio aveva detto a
Mosè, si inginocchiano (cfr. 4,31). Durante la dedicazione del Tempio,
Salomone rimane per un certo tempo inginocchiato davanti all’altare
(cfr. 1 Re 8,54). Il testo più esplicito che fonda teologicamente questo
atteggiamento di pregare in ginocchio è comunque Is 45,23: “Davanti
a me si piegherà ogni ginocchio”. Anche gli Apostoli sogliono pregare in ginocchio: quando i fratelli
della comunità portano Pietro a visitare il cadavere di Tabità, “Pietro fece uscire tutti e si
inginocchiò a pregare; poi rivolto alla salma disse: Tabità, alzati!”.
Ed essa aprì gli occhi”
(At 9,40). L’Apostolo Paolo prega inginocchiato prima di partire per
Gerusalemme dove sarebbe stato arrestato; così prima di lasciare Efeso
“si inginocchiò con tutti loro
e pregò”
(At 20,36), come pure sulla costa di Tiro “accompagnati
da tutti loro con mogli e figli, inginocchiati sulla spiaggia pregammo,
poi ci salutammo a vicenda” (At 21,5).Un
altro atteggiamento ricorrente nella preghiera biblica è la prostrazione.
Questa posizione per la preghiera si riscontra sovente nei patriarchi,
ma anche in epoca monarchica: “Allora
Abramo disse: andremo fin lassù, ci prostreremo e poi ritorneremo da
voi”
(Gen 22,5); anche Mosè prega in questa posizione: il Signore scese nella
nube presso di lui, allora “Mosè si curvò in fretta fino
a terra e si prostrò”
(Es 34,8). Anche di Davide si dice che “andò
alla casa del Signore e vi si prostrò” (2 Sam 12,20). Questa posizione per la preghiera
è inoltre esplicitamente richiesta dal Sal 29,2: “Prostratevi al Signore in santi ornamenti”,
come pure da Is 66,23: “Verrà ognuno a prostrarsi davanti
a me, dice il Signore”.
La prostrazione è perfino descritta dall’Apocalisse nel culto celeste:
“i 24 vegliardi si prostrarono”
(Ap 4,10).Infine
occorre aggiungere qualche parola sui gesti delle braccia: la preghiera
biblica prevede anche le braccia alzate. Questo atteggiamento si riscontra
nella preghiera di Mosè: “Quando Mosè alzava le mani,
Israele era il più forte”
(Es 17,11). Le sorti della battaglia vengono stranamente determinate
non dalle armi ma dalla intercessione di Mosè. Anche Salomone è descritto
nell’atto di alzare le braccia per pregare: “Salomone
stese le mani verso il cielo” (1 Re 8,22). In Ne 8,6 tutto il popolo prega a mani alzate, rispondendo
Amen. I Salmi indicano ripetutamente questo gesto per l’orante: “Alzo le mie mani verso il tuo
santo tempio”
(Sal 28,2); “nel
tuo nome alzerò le mie mani”
(Sal 63,5). Anche il NT prevede questo gesto per la preghiera cristiana:
“Voglio dunque che gli uomini
preghino, dovunque si trovino, alzando al cielo mani pure senza ira
e senza contese”
(1 Tm 2,8).La
consuetudine comune ha recepito questo gesto quasi esclusivamente per
la preghiera del Padre Nostro, ma potrebbe estendersi anche alle altre
forme preghiera.
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