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Un
particolare tipo di preghiera di intercessione è quella che ha come
obiettivo specifico la guarigione della persona, che può essere una
richiesta tanto di guarigione fisica quanto di guarigione interiore.
Sono troppi i passi biblici in cui il Signore è presentato come colui
che guarisce, a cui sta a cuore la nostra salute piena. Ne possiamo
solo citare qualcuno: “Io sono il Signore, colui che ti guarisce”
(Es 15,26); “Io percuoto e io guarisco”
(Dt 32,39); “Nella malattia, prega il Signore
ed egli ti guarirà”
(Sir 38,9). Uno dei testi più espliciti sulla preghiera di guarigione
è Gc 5,16: “Pregate
per essere guariti”.
In sostanza, l’insegnamento biblico esorta ad aggiungere la preghiera
di guarigione ai mezzi umani della medicina e della terapia. E’ un dato
della fede cristiana il fatto che la guarigione passi comunque per le
mani di Dio prima che in quelle del medico. Sia Cristo sia gli Apostoli
portano avanti un ministero di guarigione, che considerano parte integrante
dell’annuncio del Vangelo. La parola di Dio è essa stessa una forza
di guarigione: “Li guarì la tua Parola, o Signore”
(Sap 16,12). Anche il centurione del Vangelo, pur essendo un pagano,
coglie molto bene il fatto che ciò che guarisce è la Parola di Cristo,
cioè l’espressione della sua divina volontà: “Signore…
di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito” (Mt 8,8). Chi accoglie la Parola di Cristo,
inizia un cammino di guarigione globale della sua persona.La
questione della guarigione fisica non si può affrontare da sola, ossia
svincolata dalla guarigione interiore. Quando il Vangelo parla di “guarigione”,
il riferimento non va alla eliminazione di una particolare malattia
di cui si può essere affetti. Infatti, nonostante la preghiera e la
vita di fede, determinate malattie fisiche persistono. Il Vangelo indica
innanzitutto il mistero della volontà di Dio, che talvolta ci chiama
a condividere la croce del Figlio; tale chiamata alla croce può avere
anche il volto di una malattia fisica. A condizione che sia vissuta
bene dal soggetto. Esiste infatti una guarigione offerta dalla Parola
di Cristo, anche quando Dio vuole che la malattia persista. Si tratta
della guarigione del rapporto con la propria malattia; talvolta, ciò che
ci rende veramente malati non è la malattia in sé, ma è il rapporto
scorretto che abbiamo instaurato con la nostra malattia. La guarigione
si ha allora quando la malattia non è sentita più dal soggetto come
una forza distruttiva operante nel proprio corpo, ma come una crescita
nella santità cristiana: “Per questo non ci scoraggiamo,
ma se anche il nostro uomo esteriore si va disfacendo, quello interiore
si rinnova di giorno in giorno. Infatti, il momentaneo, leggero peso
della nostra tribolazione, ci procura una quantità smisurata ed eterna
di gloria”
(2 Cor 4,16-17). Chi giunge a vivere la propria malattia, o la propria
sofferenza di qualunque natura (vi sono anche malattie invisibili, come
le ferite interiori causate dalle cattive esperienze della vita), in
questa ottica è una persona radicalmente guarita. La preghiera di guarigione
fatta dalla comunità cristiana chiede a Dio innanzitutto questo tipo
di guarigione, ma chiede anche, quando Dio lo ritenga opportuno, la
guarigione fisica, senza escludere per questo l’intervento del medico.
L’espressione sacramentale di questa dottrina è rappresentata dall’unzione
degli infermi, che il cristiano medio non è capace ancora di valorizzare.
Il sacramento si affianca alla preghiera della Chiesa, per ottenere
all’ammalato quella forza spirituale, interiore, che non lo faccia sentire
schiacciato sotto il peso del suo dolore.Un
ambito importante della preghiera di guarigione è quello della guarigione
delle malattie interiori, ossia le ferite emozionali, a cui abbiamo
accennato sopra tra parentesi. Anche qui non si vuole mettere il medico
a riposo, ma si vuole ribadire che secondo la fede cristiana la guarigione è prima nelle mani di Dio, e poi in quelle
del medico. La comunità cristiana deve quindi farsi carico non solo
di coloro che soffrono fisicamente, circondandoli con la sua solidarietà
e la sua preghiera, ma anche di coloro che sono in qualche modo disturbati
nella loro personalità. Qui non ci vogliamo riferire alla malattia mentale
in senso stretto, ma ci riferiamo a quelle forme di perturbazioni della
personalità che derivano semplicemente da esperienze negative non integrate.
Talvolta è sufficiente qualcosa come la perdita inaspettata di una persona
cara, oppure un obiettivo non raggiunto dopo tanti sacrifici, un tradimento
da parte di chi ci si mostrava amico; sono eventi che si possono verificare
abbastanza spesso e che turbano gravemente gli equilibri emozionali
di una persona. Qui deve subentrare la solidarietà e la preghiera di
guarigione della comunità cristiana.
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