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L'errore di Pietro è stato insomma quello di avere innalzato gli impulsi del proprio "io" (anche buoni) al valore di regola. Questa disposizione di dare al proprio "io" un carattere di legislatore lo ha portato però a uscire dal discepolato, in una pericolosa inversione di ruoli, fino al punto di farsi maestro del Maestro. Gli inviti di Cristo a prendere le distanze e a svincolarsi dalla tirannide del proprio "io" sono molto frequenti nel vangelo.I rischi conseguenti all'aver seguito il proprio "io" legislatore sono di grossa portata: "Chi vorrà salvare la propria vita la perderà" (Mt 16,25). Queste parole rappresentano l'avvertimento successivo ed esplicativo alla definizione dello statuto permanente del discepolo: "Se qualcuno vuol venire dietro a Me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua" (Mt 16,24). Dopo la scelta libera e intenzionale di seguire Cristo (Se qualcuno vuol), occorre calarsi nella vera dimensione del discepolato (rinneghi se stesso, prenda la sua croce). Rinnegare se stessi equivale a non riconoscere le spinte autonome della propria personalità. Il discepolato è modellato su un progetto umano già incarnato da Cristo e incompatibile con qualunque altro progetto proveniente dal basso. Ciò significa che il discepolato non può realizzarsi senza lo svuotamento del proprio "io". Né è possibile portare la propria croce continuando ad attribuire a se stessi un qualche merito. Altrimenti succede come a coloro che sciupano il valore della sofferenza, quando, a ogni piccola contrarietà della vita, vanno ripetendo a se stessi: "Non me lo meritavo! Io che ho sempre aiutato il mio prossimo!". Non bisogna però pensare che questo "svuotamento" di se stessi, di cui parliamo, abbia come punto di arrivo il nulla. Al contrario, ha come punto di arrivo una partecipazione più piena al Tutto: "Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; cosa dunque ne otterremo? Gesù disse loro: Quando il Figlio dell'uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, siederete anche voi su dodici troni. Chiunque avrà lasciato case, fratelli, sorelle… riceverà cento volte tanto e la vita eterna" (Mt 19,27-29).

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