"C r i s t o   M a e s t r o"... i l  S i t o
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La guarigione del paralitico è un altro episodio evangelico di grande significato in relazione all'insegnamento sulla fede. Nel narrare questo miracolo di guarigione, gli evangelisti concordano su un inciso molto illuminante. La folla si accalca intorno a Cristo per ascoltare la parola di Dio e non c'è spazio per arrivare fino a Lui. Marco e Luca precisano, a differenza di Matteo, che il paralitico viene calato dal tetto nel punto in cui si trova Gesù. La guarigione è preceduta da una premessa che ricorre identica nei Sinottici: "Gesù, vista la loro fede…" (Mt 9,2 e Mc 2,5); "Veduta la loro fede…" (Lc 5,20). Ci colpisce questo plurale, soprattutto in considerazione del fatto che solo uno è oggetto dell'azione salvifica di Gesù. In sostanza, gli evangelisti concordano nel dire che Cristo ha agito non tanto per la fede del paralitico, quanto piuttosto per la fede delle persone che lo conducono ai suoi piedi, perché Egli lo guarisca. Non è difficile qui scorgere tutta una teologia della comunità cristiana, luogo di guarigione e di riconciliazione. Se da un lato è vero che la fede del soggetto è necessaria perché Cristo possa rivelarsi come Salvatore dell'uomo, dall'altro non è meno vero che la fede della comunità che prega può ottenere doni di grazia a chi la fede non ce l'ha ancora. Certamente qui si vuole affermare il primato della fede della comunità cristiana sulla fede del singolo uomo. Vale a dire: non c'è nessuno che può giungere alla fede singolarmente, se non nella fede della Chiesa. La fede teologale è, sì, un dono infuso direttamente da Dio nel cuore dei credenti, ma non indipendentemente dal ministero della Chiesa. Quella Chiesa che mi dà il battesimo, mi dà anche altre due cose, senza le quali il battesimo resterebbe come una energia inerte: i contenuti da credere e la testimonianza della comunità che mi contagia. Nella fede si matura, infatti, lasciandosi contagiare dalla testimonianza dei Santi, dalla vitalità della mia comunità, dalla esperienza di fede dei miei fratelli più anziani di cammino; nella fede si matura mediante l'insegnamento costante della Chiesa nella predicazione apostolica e nel suo Magistero ufficiale. In questo senso, dobbiamo affermare che se Cristo è il Mediatore tra l'uomo e Dio, la Chiesa è la necessaria mediatrice tra l'uomo e Cristo. Da Lei mi giunge la grazia dei Sacramenti e l'insegnamento sicuro sull'identità di Gesù. E' in fondo questo il senso del dialogo con Pietro a Cesarea di Filippo: la gente può dire di Cristo quello che vuole, ma solo all'interno della comunità apostolica, rappresentata dal carisma petrino, risuona con esattezza l'insegnamento su Gesù: "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente" (Mt 16,16). Nella fede della Chiesa si conosce Cristo - e in Lui si conosce il Padre (cfr. Gv 14,7-9) -; nella fede della Chiesa, Cristo opera la salvezza del mondo.
Il tema della fede ritorna nell'episodio a inclusione della risurrezione di una bambina e della guarigione dell'emorroissa. Matteo inizia la sua narrazione con la morte della bambina (cfr. Mt 9,18), mentre Marco e Luca iniziano con la richiesta di guarigione da parte del padre della bambina, giunta ormai agli estremi, che però morirà mentre Gesù si sta recando a casa sua. In questo frattempo si verifica la guarigione di una donna affetta da emorragie. La sua guarigione, come la risurrezione della bambina, è posta da Gesù in relazione alla fede. Alla donna appena guarita, Gesù dice: "Figlia, la tua fede ti ha salvata" (Mc 5,34). Al padre della bambina già morta, Gesù dice: "Non temere, continua solo ad avere fede" (Mc 5,36). Perfino dinanzi alla disfatta della morte, la fede continua ad avere il suo significato pieno, dopo che tutte le altre cose sono crollate. Nel primo caso la guarigione avviene in forza della fede della persona stessa; nel secondo caso, la risurrezione della bambina avviene in forza della fede di un altro, che non è un altro qualunque ma è suo padre. Notiamo ancora che la guarigione dell'emorroissa ha una caratteristica peculiare: è una guarigione, per così dire, che viene strappata a Cristo. Molte guarigioni avvengono mediante un incontro della volontà dell'uomo con la volontà di Cristo, e alla fede del soggetto, Gesù aggiunge il suo "Lo voglio". Le guarigioni di solito prendono le mosse da un incontro personale e intersoggettivo col Maestro. In questo caso, No. Cristo, in un certo senso, neppure se ne avvede. Sente una energia di guarigione che esce da Lui, come se il miracolo potesse essergli strappato dalla forza della fede dell'uomo, ancor prima che Egli dia il consenso della sua divina volontà. Questo non perché sia effettivamente possibile "rubare" il miracolo a Cristo, ma per dire che la potenza della fede autentica esercita una irresistibile attrazione sul Cuore di Cristo.

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