"C r i s t o   M a e s t r o"... i l  S i t o
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Il tema della fede è già presente nei vangeli dell'infanzia, come a dire che tale virtù ha giocato un ruolo di primaria importanza non solo nella vita del Cristo adulto ma lo ha giocato pure prima della sua nascita; anzi, proprio la virtù della fede è quella disposizione umana che ha permesso la sua Incarnazione. Non è possibile equivocare le parole di Elisabetta: "Beata colei che ha creduto" (Lc 1,45). Infatti, senza la fede della Vergine Maria, Cristo non si sarebbe neppure fatto uomo. Quella fede che è stata necessaria per farlo nascere umanamente, continua a essere necessaria perché Egli realizzi il suo mistero in ogni battezzato. Così come è stata la fede di Maria ad aprirgli la via della nascita umana, così è stata la fede di Giuseppe a sottrarre il neonato Messia alla prima persecuzione scatenata dalla furia satanica, quella di Erode: nella notte un angelo del Signore apparve a Giuseppe e gli disse di fuggire; allora "Giuseppe, destatosi, prese il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto" (Mt 2,14). Il testo di Matteo non riporta nessuna perplessità o contestazione da parte di Giuseppe, dinanzi a una prospettiva così assurda: espatriare con una moglie e un bambino piccolo, lasciando la propria casa, il proprio lavoro, e ricominciare da capo! Non vi è alcun dubbio che dietro questa silenziosa e rapida ubbidienza non c'è solo il coraggio - necessario a tutti coloro che camminano col Dio vivente - ma anche la fede che non chiede di sapere tutto in anticipo. La voce gli aveva detto "parti" e Giuseppe "parte". Dà per scontato che Dio, al momento opportuno, sorgerà di nuovo come il sole sui suoi passi. Ma a lui non spetta saperlo. Esattamente come Israele che esce dall'Egitto senza sapere in anticipo che il mare si aprirà. Giuseppe compie lo stesso tragitto ma all'incontrario: dalla Palestina in Egitto; per lui si sono capovolti i termini della storia: l'Egitto è il luogo della libertà, mentre il luogo della schiavitù è la terra promessa, che ormai non ha più alcun significato né può essere oggetto più di speranza dal momento in cui il Messia ha fatto la sua comparsa nel mondo, per guidare l'umanità verso la vera e definitiva liberazione. Adesso la Terra Promessa è il Regno dei cieli, mentre la terra promessa ai patriarchi è ormai solo un regno mondano, dominato dalle forze delle tenebre prima ancora che dall'Impero Romano.

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